Legge di Bilancio 2025, una montagna di emendamenti
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Redazione Interno
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In questi giorni, il Parlamento italiano è impegnato nella discussione della legge di bilancio 2025, un provvedimento gravato da una mole imponente di emendamenti, presentati anche dalla maggioranza di governo. Il nuovo Patto di Stabilità e Crescita, che rappresenta un leggero miglioramento rispetto a quello del 2011, rimane tuttavia ancorato a un modello economico basato su tagli alla spesa, restrizioni fiscali e riduzione del debito pubblico.
La Commissione Bilancio della Camera, che inizierà l’esame della legge a inizio dicembre, si trova a dover gestire circa 600 emendamenti segnalati. Questi emendamenti, elaborati dai vari gruppi parlamentari, puntano su sviluppo, lavoro e aiuti alle famiglie, senza però trascurare la ricerca nel settore dell’agricoltura e della zootecnia. Il disegno di legge di bilancio 2025, presentato dal Governo il 23 ottobre 2024, si inserisce nella fase di prima attuazione della riforma della governance economica europea, entrata in vigore lo scorso 30 aprile.
Nonostante le promesse di non presentare norme-mance per distribuire fondi a pioggia ad associazioni, fondazioni ed enti dello spettacolo, è difficile credere che tra i 700 emendamenti alla Finanziaria 2025 non vi siano richieste specifiche avanzate dai deputati di maggioranza e opposizione. Finora, non sono emerse notizie di norme-mance, ma la mole di emendamenti lascia spazio a dubbi e sospetti.
In questo contesto, la discussione parlamentare si concentra su temi cruciali come l'evasione fiscale e il decreto Flussi, mentre l'audizione di Don Ciotti ha portato all'attenzione pubblica questioni di grande rilevanza sociale.




