Pellegrino, la volata del cuore a Davos non basta: a Chanavat la sprint per un soffio

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nella nebbia che avvolgeva il tracciato di Davos, Federico Pellegrino ha vissuto una di quelle giornate che scolpiscono la carriera di un atleta, pur con l'amaro in bocca di una sconfitta minimale. Il fondista valdostano, reduce dall'essere stato designato portabandiera per Milano Cortina 2026, ha infatti chiuso al secondo posto la sprint a tecnica libera, piegandosi di soli tre centesimi al francese Lucas Chanavat in una volata risolta solo dal fotofinish. Quella di Pellegrino, il cui percorso sullo storico tracciato svizzero si è rivelato nel tempo un vero e proprio romanzo sportivo, è stata una prova di carattere e di progressiva ascesa, considerando come – sue stesse parole – solo un mese prima le condizioni non lasciavano presagire una simile competitività.

L'epopea svizzera e il controllo della gara

Undicesima finale in carriera a Davos per "Chicco" Pellegrino, che ha costruito il suo podio numero nove, di cui quattro vittorie, con la consueta sapienza tattica. Dopo una qualificazione di sicurezza, ha gestito con freddezza i quarti di finale, passando mentre veniva eliminato il suo storico rivale, il norvegese Johannes Høsflot Klaebo. In finale, la sua regia è stata meticolosa: ha controllato lo sviluppo della prova, ha arginato gli scatti degli avversari e, quando Chanavat ha tentato l'allungo decisivo, lo ha ripreso e agganciato per l'ultimo, frenetico rettilineo. La decisione, affidata all'elettronica, ha poi premiato di un nulla il transalpino, lasciando il norvegese Oskar Opstad Vike, terzo, lontano dalle luci del duello.

Il bilancio di un finale perfetto

"È stata una due giorni incredibile", ha commentato Pellegrino subito dopo la gara, sottolineando la sorpresa per una rimonta che sa di miracolo sportivo. L'atleta, che spesso ha dimostrato di saper cogliere le occasioni quando si presentano, ha ribadito come dalla condizione fisica di sole quattro settimane prima non avrebbe immaginato di potersi giocare la vittoria in quel modo. L'epilogo, seppur di strettissima misura, non offusca il valore della prestazione, anzi sembra avergli regalato una carica aggiuntiva, definita da lui stesso "energia olimpica". Un concetto, quest'ultimo, che va oltre il singolo risultato e si proietta verso l'appuntamento di casa.

Il passo verso Milano Cortina

Il secondo posto individuale giunge a brevissima distanza dal podio conquistato nella team sprint in coppia con Elia Barp, a conferma di un momento di forma ascendente e di una solidità mentale rara. Queste due gare, viste nel loro insieme, delineano un quadro incoraggiante per il percorso verso i Giochi Olimpici, di cui Pellegrino sarà uno dei volti più emblematici. La gara di Davos, con il suo retaggio di successi e l'atmosfera unica, ha chiuso un cerchio perfetto per lo sciatore della Val d'Aosta, che lascia la pista svizzera con un podio in più e la consapevolezza di aver lottato fino all'ultimo centimetro.

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