Becker: "Potevo essere io l'allenatore di Sinner, ma gli indicai Cahill"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Boris Becker, in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha rivelato di essere stato molto vicino a ricoprire il ruolo di allenatore di Jannik Sinner, svelando un retroscena che lega indissolubilmente la sua vicenda personale, segnata da gravi difficoltà giudiziarie, alla ascesa del campione italiano. L'ex numero uno del mondo, che oggi vive in Italia in attesa del quinto figlio, ha ricostruito i momenti che precedettero la sua condanna, avvenuta per evasione fiscale su 2,5 milioni di sterline, un periodo durante il quale, nonostante l'incertezza sul proprio futuro, seppe dare un consiglio decisivo per la carriera del tennista di Sesto Pusteria.

La scelta dettata dalle circostanze

"Alla fine non è successo perché stavo aspettando la sentenza di Londra, che sarebbe arrivata di lì a due mesi", ha spiegato Becker, ricordando le conversazioni con Sinner avvenute nel gennaio del 2022. Consapevole dell'imminente verdetto che lo avrebbe poi condannato a otto mesi di reclusione, una delle esperienze più dure della sua vita durante la quale ha affermato di aver temuto per la propria incolumità, l'ex campione si trovò di fronte a un bivio. "Ho detto a Jannik che, non sapendo come sarebbe andata a finire la vicenda, non potevo prendermi l’impegno", ha aggiunto, sottolineando come la priorità, in quel frangente, non fosse il proprio tornaconto ma la necessità di non lasciare un talento così promettente senza una guida affidabile.

Il suggerimento per il "migliore"

Proprio da questa premessa, dettata da un senso di responsabilità che andava oltre la carriera agonistica, scaturì la mossa che ha contribuito a plasmare il percorso del nuovo numero uno del ranking Atp. "Non volevo lasciarlo a piedi, così gli ho fatto il nome di Darren Cahill, per me il migliore", ha affermato Becker senza esitazione. Quella che poteva sembrare una semplice raccomandazione si è rivelata, a posteriori, una scelta lungimirante, considerando i successi che Sinner ha conquistato sotto la guida tecnica di Cahill, il quale ha saputo accompagnarne la crescita fino al traguardo della vetta mondiale.

La difesa di Sinner sul caso doping

Oltre a rievocare la mancata collaborazione, Becker non ha mancato di esprimere la sua totale fiducia in Sinner anche in relazione al recente caso di contaminazione involontaria da Clostebol, un episodio che ha scosso il mondo del tennis qualche mese fa. "Credo alla contaminazione involontaria. Il doping è lontanissimo dal suo carattere", ha dichiarato con fermezza il tre volte campione di Wimbledon, schierandosi senza riserve al fianco dell'altoatesino. Becker ha poi ampliato il discorso, spiegando di guardare con maggiore sospetto a quei giocatori che mostrano picchi di forma limitati a una sola superficie o a brevi periodi, una categoria nella quale Sinner, con la sua costanza e progressione, chiaramente non rientra.

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