Leicester, dal cielo all’inferno: dieci anni dopo il miracolo Premier arriva la retrocessione in League One

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il calcio, si sa, ama le contraddizioni, e forse nessuna storia recente incarna questo paradosso come quella del Leicester City. In un’altra vita, quella di appena dieci anni fa, il club stava preparando i festeggiamenti per una delle imprese più impossibili mai registrate sui campi d’Inghilterra; era la squadra di Ranieri con il suo celebre “Dilly-ding, dilly-dong”, la fabula di Vardy, le magie di Mahrez e la feroce interdizione di Kanté. Oggi, invece, il copione si è brutalmente invertito: la festa è finita, e al King Power Stadium si celebra il funerale sportivo di una società sprofondata nei bassifondi della piramide calcistica britannica.

La matematica condanna le Foxes: pareggio amaro contro l’Hull City

La condanna è arrivata al termine della quarantaquattresima giornata di Championship, dove il pareggio per 2-2 contro l’Hull City – squadra, questa, ancora in corsa per i play-off – ha sancito la retrocessione aritmetica in League One, la terza serie inglese. Le Foxes, che dovevano assolutamente vincere per tenere accese flebili speranze di salvezza, hanno invece dovuto cedere il passo a un avversario determinato; nonostante il momentaneo vantaggio rimediato nella ripresa, la squadra di Gary Rowett non è riuscita a proteggere il risultato, sprecando l’ennesima occasione utile in questa stagione disgraziata. Il risultato matematico è impietoso: con sette punti di distacco dalla zona salvezza a due turni dalla fine, l’incubo è diventato realtà.

Un declino senza freni: dalle coppe europee alla terza divisione

Per comprendere la portata del tracollo, basta guardare indietro di poche stagioni: il club che nel 2016 ha stupito il mondo sollevando il trofeo più ambito, eliminando l’Atletico Madrid ai quarti di Champions League l’anno successivo e alzando la FA Cup nel 2021, è ora costretto a fare i conti con una realtà completamente diversa. Quella di martedì sera è la seconda retrocessione consecutiva per il club – era già sceso dalla Premier League nella scorsa stagione – e la terza negli ultimi quattro anni, un crollo verticale che ricorda da vicino le cadute più rovinose del calcio moderno. I tifosi, che hanno riempito il settore assegnato loro, hanno salutato i propri beniamini con una sonora bordata di fischi al triplice fischio; quei fischi raccontano l’amarezza per un progetto tecnico che non ha retto l’urto delle difficoltà, complice anche una penalizzazione di sei punti inflitta a febbraio per violazioni del fair play finanziario.

L’eredità pesante del “Miracolo di Ranieri”

Se il 2 maggio rappresenta l’apice assoluto della storia ultracentenaria delle Foxes (fondate nel 1884), questa notte di aprile segna forse il punto più basso dal lontano 2009, anno dell’ultima apparizione in terza serie. Il contrasto è talmente stridente da risultare surreale: l’impresa da 5000 a 1 contro le potenze economiche del calcio inglese sembra ormai un ricordo sbiadito, sepolto da una gestione che negli ultimi anni ha pagato a caro prezzo gli errori di mercato e gli avvicendamenti continui in panchina. Eppure, nonostante la caduta sia ormai consumata, il club è chiamato a una reazione immediata, con la consapevolezza che il prossimo anno il campionato di League One non farà sconti a nessuno, nemmeno a chi, un decennio fa, sedeva sul trono d’Inghilterra.

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