Travolti a Lanzo Torinese, la furia di un pensionato contro i ciclisti: video e arresto per tentato omicidio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Doveva essere una tranquilla gita su due ruote tra amici, nelle fresche valli di Lanzo, e invece si è trasformata in un incubo di violenza inaudita e assurda. Sei ciclisti sono stati presi di mira da un automobilista di 73 anni, Giuseppe Campagna, che dopo un acceso diverbio stradale, avrebbe prima tamponato il gruppo con la sua auto e poi, compiendo un'inversione a U, si sarebbe scagliato di nuovo contro di loro, investendoli volontariamente.

L'episodio, che ha dell'incredibile per la sua ferocia e gratuità, è accaduto sulla strada che collega Lanzo Torinese a Coassolo, gettando nello sgomento l'intera zona e riaccendendo il dibattito sulla convivenza tra auto e biciclette sulle strade italiane.

Un clacson insistente e la scintilla della discordia

Tutto sarebbe nato da un gesto apparentemente banale, una manovra di sorpasso eseguita con poca tolleranza dall'anziano conducente. Secondo le prime ricostruzioni, rese possibili anche dalle testimonianze oculari e dalle immagini delle telecamere della zona, il 73enne ha superato il gruppo di amici a bordo delle loro biciclette, suonando il clacson in modo ripetuto e insistente. Un comportamento che ha subito teso la corda della pazienza tra i presenti, portando a un alterco verbale.

In particolare, sarebbe stato il gesto, forse un cenno di protesta o un richiamo, di uno dei ciclisti a far scattare la miccia della furia omicida che ha caratterizzato i momenti successivi.

La folle manovra: retromarcia e secondo investimento

L'automobilista, invece di proseguire la sua strada e disinnescare il litigio, ha compiuto una scelta drammatica e criminale. Avrebbe arrestato bruscamente la marcia e, con una manovra improvvisa, ingranato la retromarcia per travolgere intenzionalmente l'intera comitiva. Il bilancio del primo impatto è stato pesante: alcuni ciclisti sono caduti a terra, mentre altri, ancora in sella, hanno tentato un inseguimento per fermare il folle gesto. Ma la follia non si è fermata lì.

L'uomo, anziché allontanarsi, ha effettuato un'inversione a U, una sorta di pericolosissimo giro di boa, e ha puntato nuovamente l'auto contro il gruppo, investendoli una seconda volta. Un'accanimento inaudito che ha lasciato sul selciato quattro feriti, uno dei quali in condizioni così gravi da essere ricoverato in prognosi riservata presso l'ospedale di Torino.

La fuga e la costituzione del 73enne

Dopo aver scatenato il panico e causato il caos sulla strada provinciale, l'uomo alla guida dell'auto si è dileguato. La sua fuga, però, è durata lo spazio di poche ore. Sulla sua testa pendeva una grave accusa e le forze dell'ordine, allertate dai numerosi testimoni tra cui anche Marco Borrello, un barista della zona che ha visto l'auto sfrecciare e compiere l'inversione a tutta velocità davanti al suo locale, hanno immediatamente avviato le ricerche. La svolta è arrivata quando Campagna, il pensionato residente nella zona, si è presentato spontaneamente dai Carabinieri per costituirsi.

Un gesto che non ha però mitigato la gravità di quanto commesso. La Procura, valutate le evidenze investigative e la pericolosità del soggetto, ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare, disponendo per l'anziano gli arresti domiciliari. Una misura che sottolinea la volontà della giustizia di agire con decisione di fronte a un atto di violenza tanto ingiustificato quanto spaventoso.

La dinamica ricostruita e le indagini in corso

Le indagini, condotte dai Carabinieri della Compagnia di Venaria Reale, si stanno ora concentrando sulla precisa ricostruzione della dinamica, anche alla luce delle dichiarazioni dei testimoni e degli eventuali filmati delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona. La Procura ha aperto un fascicolo per tentato omicidio plurimo, un'ipotesi di reato che calza a pennello con la volontarietà e la brutale determinazione mostrata dall'automobilista.

I militari stanno ascoltando i feriti, non appena le loro condizioni lo permetteranno, per avere un quadro ancora più completo e chiaro dell'accaduto. L'episodio, che ha scosso profondamente l'intera comunità e il mondo del ciclismo, si inserisce purtroppo in una lunga scia di incidenti che vedono coinvolti i ciclisti, spesso vittime di automobilisti distratti o, come in questo caso, di una rabbia incontrollata e criminale che non trova alcuna giustificazione.

L'arresto di Campagna rappresenta un primo, dovuto atto di giustizia, ma l'attenzione rimane alta sulla sorte del ciclista più grave e sulla necessità di garantire maggiore sicurezza su tutte le strade, affinché una giornata di sport e amicizia non si trasformi mai più in una tragedia annunciata.

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