OpenAI lancia Sora e scatena la nuova corsa ai video artificiali
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Mentre l’attenzione del pubblico è catturata dalla rinnovata amministrazione Trump, un altro cambiamento, di segno tecnologico, sta ridefinendo i confini del digitale. OpenAI ha infatti lanciato ufficialmente Sora, un’applicazione che permette di generare e condividere brevi clip audiovisive partendo da semplici input testuali o fotografie. La novità, che alcuni definiscono dirompente, risiede nella capacità del sistema di creare sequenze dove l’utente, i suoi conoscenti o qualsiasi altra persona abbia prestato il consenso, diventa protagonista di narrazioni costruite dall’intelligenza artificiale.
Il sorprendente realismo di Sora 2
Ciò che balza all’occhio, a soli due giorni dal debutto, è l’evoluzione del modello Sora 2, la cui potenza ha già invaso il web con una marea di esperimenti virali. Rispetto alla versione precedente, i video prodotti mostrano un realismo sorprendente, una coerenza narrativa più solida e una gestione delle inquadrature che segna un deciso passo in avanti, spostando più in là l’asticella della qualità per i contenuti sintetici.
Il successo immediato e i rischi dei deepfake
Il successo di pubblico, d’altronde, è immediato e quantificabile: in appena quarantotto ore la piattaforma ha superato la soglia dei centomila download. Questo boom, tuttavia, non è privo di ombre. L’estrema efficacia del tool nel generare filmati iperrealistici riaccende infatti i timori legati ai deepfake, sollevando interrogativi pressanti sulla potenziale erosione della realtà percepita e sulla creazione di un ecosistema mediatico sempre più manipolabile.
Le preoccupazioni legali sul copyright
A complicare ulteriormente lo scenario, si aggiungono le preoccupazioni di natura legale ed etica, che toccano da vicino la sfera della proprietà intellettuale. È emerso, infatti, che Sora 2 possiede l’abilità di generare video contenenti personaggi protetti da copyright, appartenenti a franchise globali e di enorme valore. Questa caratteristica, che ha già allarmato le autorità nipponiche, evidenzia le continue violazioni che il settore dell’IA generativa sembra alimentare.
La nuova competizione nel mercato dei video
La corsa all’economia dell’attenzione, così, si arricchisce di un attore potentissimo, mentre Meta, da parte sua, si prepara a lanciare la sua risposta in un mercato che TikTok ha finora dominato. Quella che si delinea è una competizione che punta a fondere social media, video artificiali e meccanismi virali in un unico, gigantesco bacino di contenuti, dove il confine tra vero e finto rischia di assottigliarsi sempre di più.




