Rottamazione-quinquies, il Comune di Trapani approva l'adesione: ecco come funziona

Rottamazione-quinquies, il Comune di Trapani approva l'adesione: ecco come funziona
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Consiglio comunale di Trapani ha ufficialmente dato il via libera alla definizione agevolata dei debiti tributari e non, meglio nota come “Rottamazione-quinquies”. Con la deliberazione n. 90 dello scorso 22 giugno, l’Ente ha recepito le disposizioni dell’articolo 10-quinquies del Decreto-Legge n. 38/2026, convertito con modificazioni dalla Legge n. 88/2026, allineandosi così a quanto previsto dall’ultima Legge di Bilancio per venire incontro alle difficoltà di famiglie e imprese.

La decisione del Comune di Trapani: i dettagli del provvedimento

La misura approvata dall’assise civica trapanese consente ai contribuenti di estinguere i debiti iscritti a ruolo, sia quelli di natura tributaria locale come IMU e TARI, sia le sanzioni amministrative per violazioni al Codice della Strada, purché affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.

L’agevolazione principale consiste nell’azzeramento di sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione: i cittadini potranno così regolarizzare la propria posizione versando unicamente il capitale, le spese di notifica e quelle eventualmente sostenute per le procedure esecutive.

I termini di scadenza per i pagamenti: attenzione al 31 luglio

Il calendario dei pagamenti è già stato fissato e prevede scadenze puntuali che i contribuenti devono osservare con attenzione per non perdere i benefici della definizione agevolata. Per chi ha scelto il pagamento in un’unica soluzione, il versamento dovrà essere effettuato entro il 31 luglio 2026. In questo caso, la normativa concede una tolleranza di cinque giorni, consentendo quindi di saldare il debito fino al 5 agosto senza incorrere nella decadenza; uno slittamento ulteriore comporterebbe invece la perdita automatica del diritto alla rottamazione.

Rateizzazione fino a 54 mesi: il doppio binario delle regole

Per chi ha optato per la dilazione del pagamento, il 31 luglio rappresenta la scadenza per versare la prima rata, con piani che possono estendersi fino a un massimo di 54 rate bimestrali distribuite in circa nove anni e con un importo minimo di 100 euro per ciascuna quota. Le regole in caso di ritardo, però, sono molto diverse rispetto al pagamento in un’unica soluzione: per le rate intermedie non è prevista alcuna tolleranza di cinque giorni, né per la prima né per le successive scadenze intermedie.

Un’omissione o un versamento insufficiente di una singola rata intermedia, seppure non determini la decadenza immediata, consuma uno dei due “jolly” a disposizione; se il contribuente dovesse saltare due rate, anche non consecutive, il piano agevolato decadrà definitivamente e l’Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà riprendere le procedure di recupero per l’intero debito originario.

Il meccanismo della decadenza e le altre scadenze da rispettare

La perdita del beneficio comporta conseguenze pesanti: le somme già versate rimangono acquisite a titolo di acconto sul debito complessivo, ma il contribuente si ritrova a dover pagare l’importo residuo comprensivo di tutte quelle sanzioni e interessi che la definizione agevolata avrebbe cancellato. La decadenza scatta automaticamente non solo in caso di mancato pagamento di due rate intermedie, ma anche se il contribuente omette di versare l’ultima rata del piano, oppure la paga con un ritardo superiore ai cinque giorni concessi dalla legge.

Per quanto riguarda gli adempimenti interni, il Comune di Trapani dovrà trasmettere il provvedimento di adesione all’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 30 giugno, mentre la pubblicazione del regolamento sul sito istituzionale darà il via al conteggio dei termini per la presentazione delle domande da parte dei cittadini, che avranno sessanta giorni di tempo per aderire.

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