Inps, le nuove istruzioni per l’esonero contributivo sulle assunzioni: domande entro il 30 aprile

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’Istituto nazionale della previdenza sociale ha diramato, come era stato anticipato nei giorni scorsi da alcune fonti sindacali, le attese istruzioni operative che disciplinano l’esonero contributivo per le assunzioni legate alla parità di genere. Una misura, questa, che mira a incentivare i datori di lavoro privati a mantenere e a certificare politiche aziendali realmente orientate verso un equilibrio tra personale maschile e femminile. Le aziende in possesso della cosiddetta “Certificazione della parità di genere”, rilasciata – va ricordato – da organismi accreditati secondo la Prassi UNI/PdR 125:2022, possono così presentare entro il 30 aprile 2026 l’istanza per ottenere un esonero dal versamento dei contributi previdenziali. Il beneficio, che spetta a chi ha ottenuto la certificazione entro il 31 dicembre 2025, arriva fino all’1% della retribuzione imponibile, con un limite massimo di 50.000 euro annui per ciascun beneficiario. Un tetto, quest’ultimo, che non può essere superato neppure cumulando più agevolazioni.

Il rapporto biennale, un obbligo per le imprese con più di 50 dipendenti

Parallelamente alla finestra per l’esonero contributivo, scade il 30 aprile 2026 anche il termine per la trasmissione del rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile, relativo al biennio 2024. Un adempimento che riguarda, in via obbligatoria, le imprese con più di 50 dipendenti e che rappresenta uno dei principali strumenti di monitoraggio delle politiche aziendali in materia di pari opportunità. Per il 2026, l’amministrazione finanziaria ha introdotto alcune semplificazioni operative, tra cui una maggiore integrazione con le banche dati pubbliche: un cambiamento non marginale, se si considera la mole di informazioni che le aziende devono gestire. Chi non dovesse presentare il rapporto entro la scadenza indicata, incorrerebbe nelle sanzioni previste dalla normativa vigente, senza possibilità di avvalersi di un’ulteriore proroga.

La certificazione di parità di genere, il requisito chiave per accedere all’agevolazione

Tornando all’esonero contributivo, la FiAP – l’associazione che riunisce i consulenti del lavoro – ha reso noto che la piattaforma per l’invio delle domande è già operativa. I datori di lavoro interessati devono affrettarsi, però, a verificare la validità della propria certificazione, perché senza di essa non è possibile ottenere lo sgravio. La certificazione, rilasciata da organismi accreditati secondo la prassi UNI/PdR 125:2022, attesta che l’azienda ha adottato specifiche policy per ridurre il divario di genere, dalla retribuzione alle opportunità di carriera. La circolare della FiAP, disponibile in allegato per gli associati abilitati all’area riservata del sito, contiene tutti i dettagli operativi: dalla compilazione del modello alla trasmissione telematica.

Le altre scadenze di aprile 2026, tra credito d’imposta Zes e rottamazione quater

Aprile 2026 si conferma un mese denso di adempimenti fiscali e previdenziali. Da un lato, l’Agenzia delle entrate ha avviato una consultazione sulla bozza di circolare relativa alla Parte I del nuovo statuto del contribuente. Dall’altro, si torna a parlare della riammissione dei decaduti dalla rottamazione quater, una misura che – per mancanza di coperture – era stata messa in stand-by. Nel frattempo, per il credito d’imposta nella Zes unica 2025, è possibile inviare le richieste del bonus aggiuntivo. E ancora: l’amministrazione punta a rendere il Certificato per i professionisti (Cpb) più attrattivo, e per farlo sono allo studio nuovi tetti agli scaglioni di reddito. In questo quadro complesso, la scadenza del 30 aprile per l’esonero contributivo legato alla parità di genere rischia di passare in secondo piano; ma per le imprese certificate si tratta di un’opportunità concreta, da non sprecare.

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