Treviglio, auto contro ciclisti: un morto e due feriti, l’autista ubriaco aveva il tasso alcolemico sei volte sopra il limite

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La provinciale 141, quella che lega la Geromina a Pontirolo Nuovo, era bagnata dalla luce di una mattina di aprile – giovedì 9, per l’esattezza – quando un automobilista in transito ha assistito a una scena destinata a diventare il tassello decisivo di un’inchiesta. Quel conducente, testimone oculare non coinvolto, ha raccontato agli agenti della polizia locale di Treviglio di aver visto un’Alfa Romeo Giulia sfrecciare a velocità sostenuta e sorpassarlo in un tratto vietato, dove la striscia continua divide la carreggiata. L’auto, proseguendo la sua traiettoria irregolare, ha affrontato una semicurva verso destra ma, invece di seguirne l’andamento, è andata dritta urtando il guardrail sul lato sinistro. Poi, nel tentativo di rientrare – una manovra improvvisa di controsterzo – è piombata sulla corsia opposta o, meglio, su tre ciclisti che procedevano nella stessa direzione. Li ha falciati in un secondo. Scarpe, frammenti di ruote, caschetti e borracce sono volati in aria; e con loro i corpi.

La dinamica ricostruita e il dramma di una famiglia in sella

Padre, fratello e figlio. O meglio: papà, zio e nipote. Mauro Leoni, 65 anni, residente a Ranica, viaggiava in bicicletta accanto al fratello Amanzio, 69 anni, e a Flavio, di 33, figlio di Mauro e nipote di Amanzio. L’impatto li ha spazzati via tutti e tre. Flavio, il più giovane, si è spento poche ore dopo in ospedale; lo zio lotta ancora tra la vita e la morte, ricoverato al Civile di Brescia dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico delicato e la cui prognosi resta riservata. Il padre, invece, è stato medicato e si trova in condizioni meno critiche, seppur sotto osservazione. Gli investigatori, incrociando la testimonianza dell’automobilista con i rilievi sulla carreggiata, hanno potuto ricostruire la sequenza precisa: il sorpasso azzardato, il contatto con il guardrail, la perdita di controllo e infine la carambola fatale sui tre ciclisti.

L’autista, il tasso alcolico e i precedenti della guida in stato di ebbrezza

L’uomo alla guida dell’Alfa Romeo, un 48enne residente nella zona, è stato sottoposto all’alcol test subito dopo l’incidente. Il risultato ha mostrato un tasso alcolemico sei volte superiore al limite consentito. Un dato che, da solo, trasforma la dinamica da incidente a potenziale omicidio stradale. Le forze dell’ordine hanno sequestrato il veicolo e aperto un fascicolo, al momento senza ipotizzare formalmente un’accusa specifica se non quella di guida in stato di ebbrezza con conseguenze letali. Non sono stati resi noti eventuali precedenti specifici del conducente, né l’ora esatta in cui avrebbe iniziato a bere prima di mettersi al volante. Quel che emerge è il profilo di una manovra – il sorpasso in curva con doppia striscia continua – già di per sé pericolosa, resa omicida dall’effetto dell’alcol sui riflessi e sulla percezione dello spazio.

Il profilo della vittima: una laurea con lode e una carriera a Parigi

Flavio Leoni non era solo un ciclista della domenica. Aveva conseguito una laurea con lode in diritti umani e cooperazione internazionale, lavorava a Parigi nel settore della comunicazione tra istituzioni e centri di ricerca, e si occupava anche di formazione professionale. I social, nelle ore successive allo schianto, si sono riempiti di messaggi di cordoglio da parte di amici e colleghi – molti dei quali hanno sottolineato la sua passione per la bicicletta, un’abitudine che coniugava mobilità sostenibile e piacere personale. La frazione Geromina di Treviglio, dove è avvenuto l’impatto lungo via Canonica, è diventata teatro di un dolore che non ha bisogno di aggettivi: quello di una famiglia distrutta dalla perdita di un figlio trentatreenne, mentre il padre e lo zio – sopravvissuti per miracolo – affrontano ora una lunga degenza tra le corsie di ospedali diversi.

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