Scontri e violenze al corteo studentesco "No Meloni Day" a Torino
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Redazione Interno
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Il 15 novembre, Torino è stata teatro di violenti scontri durante il corteo studentesco denominato "No Meloni Day", organizzato in opposizione alle politiche del governo guidato dalla premier Giorgia Meloni. La manifestazione, che ha visto la partecipazione di studenti provenienti da tutta Italia, si è trasformata in una giornata di guerriglia urbana, con episodi di violenza che hanno coinvolto le forze dell'ordine e causato il ferimento di numerosi agenti.
Durante il corteo, i manifestanti hanno dato fuoco a fantocci raffiguranti i ministri del governo, tra cui il ministro dell'Istruzione e merito, Giuseppe Valditara, e il ministro dell'Università e ricerca, Anna Maria Bernini. Gli scontri con la polizia sono stati particolarmente intensi a Torino, dove circa venti agenti sono stati ricoverati in ospedale a seguito delle ferite riportate. La premier Meloni ha condannato fermamente gli atti di violenza, definendoli "inaccettabili" e auspicando che la politica smetta di proteggere o giustificare tali comportamenti.
La protesta, che si è svolta sotto la regia dei centri sociali e della rete di estrema sinistra, ha visto anche atti intimidatori a Roma, Bologna e Milano, dove sono stati presi di mira il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il vicepremier Matteo Salvini, e il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi. A Torino, la situazione è degenerata ulteriormente con l'utilizzo di vernice rossa per imbrattare la figura della premier, simbolo di una contestazione che ha assunto toni sempre più accesi e violenti.
Le forze dell'ordine, intervenute per contenere i disordini, hanno dovuto fronteggiare una vera e propria guerriglia urbana, con lanci di oggetti e incendi dolosi.




