Impeachment del presidente Yoon Suk Yeol, la crisi politica in Corea del Sud

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il presidente della Corea del Sud, Yoon Suk Yeol, è stato sottoposto a impeachment dal Parlamento per la sua dichiarazione di legge marziale del 3 dicembre scorso. Con 204 voti favorevoli su 300, i parlamentari hanno deciso di rimuoverlo dall'incarico, accusandolo di insurrezione e tradimento. La decisione è stata presa dopo che Yoon aveva tentato, senza successo, di imporre la legge marziale, suscitando forti reazioni sia all'interno del Paese che a livello internazionale.

La portavoce dell'Unione Europea ha chiesto una "rapida e ordinata risoluzione" della crisi politica in Corea del Sud, in linea con la costituzione del Paese. Ora, la palla passa alla Corte Costituzionale, composta da sei giudici, che dovrà decidere se approvare la mozione di impeachment. Questo processo rappresenta un momento cruciale per la democrazia sudcoreana, già messa alla prova in passato con i casi di Park Geun-hye e Roh Moo-hyun, entrambi presidenti destituiti durante il loro mandato.

Yoon Suk Yeol, terzo presidente sudcoreano a essere messo sotto accusa mentre era in carica, ha dichiarato che si farà da parte, sollecitando la fine della "politica degli eccessi e dello scontro". La sua dichiarazione arriva in un momento di grande tensione politica, con manifestazioni di piazza che hanno visto la partecipazione di migliaia di cittadini, sia a favore che contro l'impeachment.

Il Parlamento ha votato per l'impeachment di Yoon dopo un'indagine che ha rivelato vari reati, tra cui insurrezione e tradimento. Su 300 deputati, 204 hanno votato a favore, 85 contro, mentre tre si sono astenuti e otto voti sono stati annullati.

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