Angela Celentano, il test del Dna sulla ragazza turca che somiglia alla ricostruzione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Potrebbe essere un esame genetico a sciogliere l’ultimo nodo di una vicenda che da quasi trent’anni tiene sospesi investigatori e familiari. Quella di Angela Celentano, la bambina svanita nel nulla il 10 agosto 1996 durante una gita sul Monte Faito, è una delle sparizioni più enigmatiche della cronaca italiana, e oggi un nuovo tassello potrebbe aggiungersi al puzzle. Il gip del tribunale di Napoli, Federica Colucci, ha infatti disposto ulteriori indagini sulla cosiddetta “pista turca”, ordinando l’identificazione e il test del Dna su una ragazza avvistata nel 2009 sull’isola di Buyukada, la cui somiglianza con la ricostruzione fotografica di Angela aveva già attirato l’attenzione degli inquirenti.

La segnalazione, che nel 2011 era stata archiviata senza approdare a risultati concreti, è tornata in primo piano lo scorso anno, riaccendendo speranze e interrogativi. Le immagini della giovane, riprese quattordici anni fa, mostrano tratti compatibili con quelli che avrebbe potuto avere Angela, ormai adulta. Ma è solo attraverso l’analisi genetica che si potrà stabilire con certezza se si tratti della stessa persona. Un accertamento non semplice, considerando che la ragazza non è mai stata formalmente identificata e che, secondo alcune testimonianze, sarebbe stata accompagnata da un uomo con una cicatrice sul collo, figura ancora avvolta nel mistero.

La “pista turca” riemerge dopo anni di silenzio, riportando alla luce dettagli che sembravano ormai sepolti negli archivi. Tra questi, anche la rivelazione – fatta in confessione da un uomo mai identificato – che avrebbe portato gli investigatori a concentrarsi su Buyukada, dove la giovane sarebbe stata vista in compagnia di un individuo dai lineamenti marcati. Sebbene le indagini del 2009 non abbiano prodotto esiti tangibili, la decisione del gip di riaprire il caso e puntare sull’esame del Dna dimostra che quel filone non è stato abbandonato del tutto.

Angela, che all’epoca della scomparsa aveva solo tre anni, sarebbe oggi una donna di trent’anni. Il tempo trascorso non ha però attenuato la determinazione della magistratura, che continua a seguire ogni possibile traccia, comprese quelle che portano lontano dall’Italia. Quella turca resta, al momento, l’ipotesi più concreta, nonostante le difficoltà legate all’identificazione della ragazza e alla raccolta di prove in un Paese straniero.

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