Milan, la scelta del nuovo direttore sportivo si complica

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La ricerca del nuovo direttore sportivo del Milan, che sembrava ormai indirizzata verso una soluzione definitiva, si è improvvisamente complicata, aprendo scenari inattesi e sollevando dubbi su chi potrà ricoprire un ruolo chiave per il futuro della società rossonera. Igli Tare, ex dirigente della Lazio, era considerato il favorito per la posizione, ma le ultime ore hanno visto un netto cambio di rotta, con le sue quotazioni in netto calo. A influenzare la decisione, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, è stata l’opposizione dell’amministratore delegato Giorgio Furlani, che non sembra convinto del profilo dell’albanese.

Furlani, recentemente rientrato da un viaggio a New York dove ha incontrato il proprietario Gerry Cardinale, ha ottenuto pieni poteri anche sull’area sportiva, consolidando il suo ruolo decisionale all’interno del club. Questo incontro, che ha sancito ulteriormente l’autonomia del CEO milanista, ha di fatto ribaltato le previsioni, rendendo meno probabile l’arrivo di Tare. A pesare sulla scelta, oltre alle riserve di Furlani, ci sarebbe anche il parere negativo di Zlatan Ibrahimovic, figura influente a Casa Milan, che non avrebbe espresso particolare entusiasmo per l’ex ds della Lazio.

Parallelamente, anche Fabio Paratici, altro nome caldo per il ruolo, non sembra convincere del tutto. L’ex dirigente della Juventus, attualmente coinvolto in un processo penale legato ai bilanci del club bianconero e squalificato dalle attività dirigenziali, rappresenta un’opzione rischiosa per il Milan, che non può permettersi errori in una scelta così delicata. La sua situazione giudiziaria, ancora irrisolta, ha contribuito a raffreddare l’interesse della dirigenza rossonera.

La Gazzetta dello Sport ha sottolineato come il Milan stia orientando la sua ricerca verso profili italiani, senza però escludere a priori candidati stranieri. L’obiettivo è quello di ridare un’impronta italiana al club, non solo in campo ma anche nella dirigenza, pur mantenendo una visione internazionale. La nazionalità, quindi, potrebbe diventare un fattore determinante, ma non esclusivo, nella scelta finale.

In questo contesto, Furlani ha avviato un vero e proprio casting per individuare il nome giusto, iniziando una serie di incontri con i potenziali candidati. La decisione, che spetta interamente all’ad, sarà cruciale per il futuro del Milan, che non può permettersi di sbagliare in un momento di transizione e rilancio.

Intanto, a Casa Milan, la rosa dei possibili ds si è ampliata anziché restringersi, segno che la dirigenza vuole valutare tutte le opzioni disponibili prima di prendere una decisione definitiva. Tra i nomi circolati, nessuno sembra avere il pieno sostegno di tutti gli attori coinvolti, rendendo la scelta ancora più complessa.

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