Auto a nolo per le rapine a Roma, il sistema dei prestanome: ipotesi riciclaggio per le società

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non si trattava di episodi isolati, bensì di un meccanismo criminale, ormai consolidato e in continua espansione, che ha trovato nell'autonoleggio un canale privilegiato per le proprie attività illecite. Le indagini, muovendosi su un doppio binario, cercano di far luce non solo sugli autori materiali dei reati ma anche su un eventuale coinvolgimento, più o meno consapevole, delle società che forniscono i veicoli, per le quali si profila l'ipotesi di riciclaggio. Un sistema, questo, che garantisce ai criminali un parco auto in apparenza pulito, offrendo al contempo una coltre di opacità dietro la quale nascondere le proprie identità e i propri movimenti.

La cooperativa delle rapine

Parallelamente, prende forma l'operato di un gruppo criminale particolarmente attivo, i cui componenti, per la maggior parte provenienti dall'insediamento di via dei Gordiani, hanno messo a segno una lunga serie di furti e rapine, arrivando a compierne anche tre nello stesso giorno. Le loro azioni, spesso caratterizzate da una violenza fredda e calcolata, si sono concentrate in particolare contro persone anziane, colte alla sprovvista nelle proprie abitazioni mentre, ad esempio, guardavano la televisione. Le minacce sussurrate, come “Giù la testa, girati, se mi guardi ti ammazzo”, sono diventate il loro sinistro biglietto da visita, un marchio di fabbrica che ha lasciato un segno profondo nelle vittime.

Dall'assalto al supermercato al covo nel campo

L'apice della loro escalation criminale sembra essere stato raggiunto con la rapina al supermercato Pewecs di San Cesareo, un colpo pianificato con meticolosa determinazione. L'obiettivo, in quel caso, era l'incasso di ventiseimila euro, una somma che avrebbe dovuto essere spartita in quello che era considerato un rifugio sicuro: il campo nomadi di via dei Gordiani. Quel luogo, più che una semplice area di sosta, si è rivelato essere la base operativa del gruppo, il quartier generale da cui partivano gli ordini e dove si tornava dopo ogni azione.

I collegamenti e le diramazioni

Le indagini dei carabinieri del nucleo operativo della compagnia Parioli, protrattesi per sette mesi, hanno inoltre evidenziato come alcune attività fossero dirette addirittura dal carcere, dimostrando la resilienza e l'articolazione dell'intera organizzazione. È emerso così un network criminale che, sfruttando il sistema degli autonoleggi e facendo leva su una rete di complici, è riuscito a portare a termine un numero impressionante di colpi, quarantasei in un solo anno, creando un clima di terrore che ha attraversato diversi quartieri della capitale.

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