Dl Carburanti è legge, confermato il taglio delle accise sul gasolio
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Redazione Interno
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Il Senato ha approvato in via definitiva la conversione in legge del decreto Carburanti-Ilva, il provvedimento n. 133 del 2026 che riunisce una serie di interventi adottati nei mesi scorsi per fronteggiare l'aumento dei prezzi dei prodotti energetici. Il testo è stato convalidato senza modifiche rispetto a quello licenziato in prima lettura dalla Camera dei deputati, chiudendo un percorso parlamentare che doveva necessariamente concludersi entro il 25 settembre per scongiurare la decadenza.
La legge conferma gli interventi già operativi sul gasolio, proroga il credito d'imposta per il settore dell'autotrasporto e introduce un nuovo meccanismo di anticipo fiscale sui dividendi delle grandi imprese energetiche.
Il taglio delle accise sul diesel: come funziona
Il nodo centrale del provvedimento riguarda il costo del rifornimento per i veicoli alimentati a gasolio. La riduzione temporanea del prezzo del diesel, disposta a fine luglio, ammonta complessivamente a 17 centesimi al litro, di cui 14 derivanti dalla riduzione dell'aliquota di accisa e 3 dall'effetto di trascinamento sull'Iva. L'aliquota applicata al gasolio usato come carburante è stata rideterminata nella misura di 532,90 euro per mille litri, rispetto ai 672,90 euro previsti a inizio anno.
La medesima riduzione è stata estesa anche ai gasoli paraffinici ottenuti da sintesi o idrotrattamento (HVO) e al biodiesel immessi in consumo tal quali come carburanti, purché rispettino le condizioni previste dalla disciplina europea in materia di aiuti di Stato.
Credito d'imposta e sostegno all'autotrasporto
Per il comparto dell'autotrasporto, la legge proroga a tutto il mese di luglio 2026 il credito d'imposta commisurato alla maggiore spesa sostenuta per l'acquisto del gasolio rispetto al prezzo del mese di febbraio 2026. La misura, già introdotta con il decreto-legge n. 33 del 2026, inizialmente limitata al periodo da marzo a giugno, viene ora estesa anche al mese di luglio, con un limite massimo di spesa che passa da 300 milioni a 322 milioni di euro.
L'intervento si inserisce in una linea di continuità con le misure adottate nei mesi precedenti, che avevano già previsto riduzioni temporanee delle accise e sostegni diretti alle imprese del settore.
L'anticipo fiscale sulle grandi imprese energetiche
Per finanziare il taglio delle accise, il governo ha previsto un contributo temporaneo a carico delle grandi società energetiche, che non viene definito come tassa sugli extraprofitti. Si tratta di un anticipo d'imposta del 39% sugli utili delle società con ricavi superiori a 20 miliardi di euro, quando la distribuzione degli utili è stata deliberata nell'esercizio 2025.
Il versamento anticipato riguarda esclusivamente le ritenute e le imposte sostitutive relative agli utili la cui distribuzione sia stata decisa prima dell'entrata in vigore della norma e il cui pagamento sia previsto dopo il 31 dicembre 2026. A fronte del versamento, alle società viene riconosciuto un credito d'imposta di pari importo, utilizzabile quando gli utili saranno effettivamente corrisposti.
Il prestito per Acciaierie d'Italia
Il provvedimento interviene anche sulla continuità operativa degli impianti siderurgici ex Ilva. La legge autorizza il Ministero delle imprese e del Made in Italy a trasferire alla società Acciaierie d'Italia, su richiesta dell'organo commissariale, fino a ulteriori 100,5 milioni di euro per il 2026, a titolo di finanziamento oneroso e in conformità alla disciplina europea in materia di aiuti di Stato. La restituzione è prevista entro sei mesi dalla scadenza del contratto di affitto stipulato con Ilva o, se anteriore, entro sei mesi dalla vendita dei compendi aziendali.
La misura si aggiunge alle risorse già stanziate nei mesi scorsi per garantire la funzionalità degli impianti nelle more della procedura di cessione.
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