Tripletta celeste: la danza tra Luna, Venere e Pleiadi incanta l’Italia

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La serata del 19 aprile 2026 ha trasformato il cielo italiano in un palcoscenico naturale d’eccezione, ospitando un allineamento cosmico che ha catturato l’attenzione di numerosi osservatori e astrofotografi professionisti. La sottile falce di Luna crescente si è mossa all’interno della costellazione del Toro, posizionandosi in un’immediata e suggestiva vicinanza all’ammasso stellare delle Pleiadi, mentre un brillantissimo Venere dominava l’orizzonte in basso. Sebbene nella stessa porzione di cielo fosse presente anche il pianeta Urano, quest’ultimo – a differenza dei suoi “colleghi” più luminosi – non era visibile senza strumenti ottici, richiedendo l’uso di un telescopio per essere individuato. La posizione relativa dei tre soggetti ha permesso di percepire visivamente la profondità del sistema solare e oltre, considerando che mentre il nostro satellite si trova a circa 384mila chilometri da noi, Venere brilla a milioni di chilometri di distanza e le Pleiadi a circa 440 anni luce.

L’aureola magica sulle Dolomiti bellunesi

Uno scenario fiabesco, con un magico effetto di luce tra le nubi, la falce di luna crescente e le Pleiadi nella costellazione del Toro. A catturare in fotografia la scena è l’astrofotografa bellunese Alessandra Masi, che ha realizzato lo scatto la sera del 19 aprile sopra San Vito di Cadore, in provincia di Belluno; un contributo che è stato scelto anche dall’Ansa Scienza per essere pubblicato. Un’aureola di nuvole circonda la Luna creando un affascinante effetto di luce diffusa, mentre il nostro satellite si trova sopra le cime delle Dolomiti venete. La stessa autrice ha raccontato come le nuvole, che inizialmente temeva potessero rovinare la visione, si siano invece rivelate “alleate perfette”, dipingendo attorno alla Luna una suggestiva corona e rendendo l’istante ancora più spettacolare. Masi, i cui scatti sono stati più volte selezionati dalla Nasa come foto del giorno, ha così immortalato un raro allineamento che unisce la precisione della meccanica celeste alla bellezza del paesaggio alpino.

Il “bacio” celeste visibile a occhio nudo

L’evento celeste, incorniciato dall’ammasso stellare delle Pleiadi, è stato visibile a occhio nudo in gran parte della penisola. Durante il “bacio”, la luna crescente si è “avvicinata” al pianeta di Venere dando vita a una suggestiva congiunzione astrale, caratterizzata dal forte contrasto tra la luminosità lunare e il tremolio soffuso delle cosiddette “Sette Sorelle”. Dalle coste laziali fino al cuore della Sardegna, l’atmosfera tersa ha permesso una visione nitida del fenomeno, stagliatosi contro i colori profondi del crepuscolo post-tramonto. L’ammasso delle Pleiadi, al contrario di altri ammassi i cui componenti appaiono raggruppati solo dalla prospettiva terrestre, presenta stelle realmente vicine tra loro, le quali condividono un’origine comune e sono legate dalla forza di gravità. Capita spesso, inoltre, che la Luna transiti davanti a questo ammasso, arrivando quasi a nasconderlo completamente alla vista.

La sfida tecnica degli astrofotografi

Proprio a causa di questo forte contrasto luministico, l’incontro cosmico ha rappresentato una sfida tecnica di alto livello per chi ha tentato di documentarne i dettagli. Tra i contributi più significativi spiccano quelli di Giuseppe Conzo, del Gruppo Astrofili Palidoro, che ha immortalato l’evento con uno scatto capace di bilanciare la luce riflessa del nostro satellite con la debole luminosità delle stelle dell’ammasso. In Sardegna, da Sinnai (Cagliari), Alessandro Casula ha documentato l’evoluzione del fenomeno attraverso una serie di quattro fotografie e un video timelapse, seguendo il progressivo abbassarsi della Luna e delle Pleiadi verso l’orizzonte occidentale tra le 21:17 e le 22:20. Per ottenere una risoluzione elevata che mettesse in risalto la struttura della Luna accanto alle stelle del Toro, Casula ha utilizzato una strumentazione professionale, impiegando una Canon EOS 5D Mark III equipaggiata con un obiettivo Canon EF 300 L f/2.8.

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