La Via Maestra, in 150 dal lecchese a Roma. Landini annuncia lo sciopero generale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una delegazione di oltre 150 persone provenienti dalla provincia di Lecco ha preso parte alla manifestazione nazionale “La Via Maestra, insieme per la Costituzione”, svoltasi a Roma sabato 17 ottobre. Lavoratrici, lavoratori e pensionati del territorio lecchese si sono uniti al corteo che da piazza della Repubblica ha raggiunto piazza del Popolo, promosso dalla Cgil insieme a oltre cento associazioni laiche e cattoliche per chiedere un cambiamento profondo delle politiche economiche, sociali e industriali del Paese.

Le ragioni della mobilitazione lecchese

La presenza della delegazione lariana è stata rivendicata come un segnale di partecipazione e responsabilità collettiva. Secondo la Cgil di Lecco, il territorio vive una fase di preoccupazione per il futuro occupazionale, il ricorso agli ammortizzatori sociali e le difficoltà di numerose realtà produttive, in un contesto nazionale che si avvicina al quarto anno consecutivo di riduzione della produzione industriale. I dati Istat richiamati dal sindacato indicano quasi 40.000 donne e oltre 28.000 uomini in età lavorativa senza impiego e non impegnati in percorsi di studio, mentre altre ricerche segnalano circa 1.100 minori sotto i sei anni in famiglie povere o con vulnerabilità economica.

Le richieste avanzate dalla delegazione lecchese riguardano salari e pensioni che recuperino potere d’acquisto, una politica industriale nazionale capace di sostenere gli investimenti e difendere l’occupazione, il rafforzamento della sanità e dell’istruzione pubbliche. Sul fronte fiscale, il sindacato chiede una maggiore progressività, il contrasto all’evasione e un contributo più consistente da parte di chi possiede grandi ricchezze e realizza extraprofitti.

Un altro tema centrale è stato il rifiuto della logica del riarmo, con la richiesta di rilanciare diplomazia e cooperazione internazionale.

Oltre centomila in piazza e lo sciopero generale

Dal palco di piazza del Popolo il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ha rivendicato il carattere unitario della mobilitazione, che ha visto insieme lavoratori, studenti, pensionati, associazioni e movimenti sociali. “Siamo davvero tanti, penso possiamo essere più di 100mila persone che da qui, da questa piazza parlano al Paese”, ha dichiarato Landini, annunciando una nuova fase di iniziativa: “Il 20 novembre la Cgil proclamerà lo sciopero generale in questo Paese”.

Nel suo intervento il leader sindacale ha affrontato il tema del potere d’acquisto eroso dall’inflazione, chiedendo stipendi e pensioni che permettano di vivere con dignità, una sanità pubblica funzionante e il diritto alla conoscenza. Landini ha poi rilanciato la proposta di un contributo di solidarietà sulle grandi ricchezze: “Se a chi ha un patrimonio netto di 2 milioni si chiede di versare un contributo di solidarietà dell’1% si recuperano 25 miliardi, che si possono investire in sanità, scuola, affitti”.

Sul piano internazionale ha espresso una posizione netta contro il riarmo, sostenendo che la vera sicurezza risieda nell’autonomia energetica e in un piano straordinario di investimenti sulle fonti rinnovabili.

Le rivendicazioni nazionali e il territorio

La piattaforma della manifestazione ruota attorno alla difesa dei principi costituzionali: lavoro, giustizia sociale, uguaglianza, pace, solidarietà e democrazia. Tra le richieste nazionali figurano l’aumento del finanziamento della sanità pubblica al 7,5% del Pil e quello per l’istruzione al 5%, un piano casa per l’offerta di alloggi pubblici e sociali, e una politica industriale che accompagni la transizione ecologica creando occupazione stabile.

La Cgil chiede inoltre di abrogare le norme dei decreti sicurezza che limitano gli spazi di libertà e partecipazione, e di difendere l’equilibrio tra i poteri contro ipotesi di riforma istituzionale che minaccino gli assetti disegnati dai padri costituenti.

Per il territorio lecchese, storicamente caratterizzato da una forte presenza industriale e manifatturiera, le rivendicazioni nazionali si intrecciano con urgenze locali. La Cgil locale ha sottolineato che non è sufficiente gestire le crisi aziendali quando si manifestano, ma serve una regia pubblica capace di sostenere gli investimenti e garantire lavoro stabile, sicuro e adeguatamente retribuito.

La delegazione rientrata dalla Capitale porterà nelle sedi sindacali le istanze raccolte durante il corteo romano, in vista della proclamazione dello sciopero generale fissata per il 20 novembre.

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