Cruciani contro Landini, lo sciopero generale e le polemiche
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Redazione Interno
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Nell'ultima puntata della Zanzara, Giuseppe Cruciani ha affrontato diversi temi con il suo consueto stile provocatorio, commentando lo sciopero generale in Italia, le manifestazioni a Torino e una recente affermazione durante il programma X Factor. Cruciani ha iniziato il suo intervento esprimendo scetticismo verso l’efficacia degli scioperi proclamati dai sindacati italiani, definendoli inutili: "Ragazzi miei, nel giorno in cui c’è uno sciopero generale, l’ennesimo sciopero proclamato dai sindacati italiani, bocca mia, bocca mia, bocca mia, bocca mia, bocca mia, scioperi che non servono a una beneamata mazza, a una beneamata mazza, chiusa parentesi." lo sciopero, che ha visto la partecipazione di circa mezzo milione di manifestanti secondo i sindacati, ha incalzato Pd e 5 Stelle sui consensi. Sebbene i numeri possano variare in queste circostanze, è un fatto che quaranta piazze italiane sono state affollate dalle bandiere rosse di Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri, toccando il record bolognese dei 50mila manifestanti. "Così è stato riparato l’insulto della manifestazione dei fascisti davanti alla stazione," ha commentato un partecipante.
Maurizio Landini, descritto da Cruciani come "il nuovo Che Guevara di fuffa e retorica," ha evocato lo spettro della rivoluzione sociale a giorni alterni. Era inevitabile che Landini, l’artefice principale di uno dei più inutili e autolesionistici scioperi generali degli ultimi anni, pronunciasse un classico intervento incendiario, indicando in modo imperativo obiettivi che appartengono al mondo delle favole sinistre.
Lo sciopero, indetto contro la manovra messa in campo dal governo, ha suscitato reazioni contrastanti. Benedetto Della Vedova, esponente dell’opposizione, ha riconosciuto che la manovra ha almeno il merito di non fare danni, contrariamente a ciò che è accaduto con la maggioranza giallorossa. In alcune città, infatti, lo sciopero ha coinvolto numerosi gruppi di violenti sostenitori della pace e dello Stato palestinese, che con le ragioni economiche della protesta ci sono entrati come i classici cavoli a merenda.
Maurizio Lupi ha criticato Landini, affermando che "non bisogna incitare alla rivolta sociale per avere un po' di visibilità o per rivendicare le proprie battaglie." Secondo Lupi, per rivendicare i propri diritti c'è bisogno di forza, di passione e anche di scendere in piazza, ma mai di alzare i toni e incitare alla violenza.




