Scoperto sulla Luna il cratere McGetchin, l’impatto record trovato dalla NASA

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Un nuovo cratere sulla Luna è stato scoperto grazie alle immagini della sonda Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA: si chiama McGetchin e misura circa 222 metri di diametro, con una profondità che arriva fino a 43 metri. La formazione è stata identificata analizzando una variazione recente della superficie lunare, provocata dall’impatto di un oggetto spaziale delle dimensioni paragonabili a un edificio di sei piani. La scoperta è stata attribuita a Robert Wagner, specialista nell’elaborazione delle immagini che lavora sui dati raccolti dalla missione orbitale americana.

L’individuazione del cratere McGetchin è nata durante un controllo delle mappe lunari realizzate con i dati del Lunar Reconnaissance Orbiter, una missione che da oltre 17 anni osserva e misura la superficie della Luna. Wagner ha notato una zona insolitamente luminosa circondata da un alone più scuro, un contrasto tipico dei terreni modificati da un impatto recente. Il confronto tra immagini raccolte in momenti diversi ha permesso di confermare che quella variazione non era presente nelle rilevazioni precedenti.

Gli studi successivi hanno stabilito che la formazione si è prodotta tra aprile e maggio del 2024, quando un frammento di asteroide o di cometa ha raggiunto il suolo lunare. La collisione ha modificato non solo il punto centrale dell’impatto, ma anche una vasta area circostante attraverso il materiale espulso durante l’esplosione. Il nome scelto per il cratere rende omaggio a Thomas McGetchin, scienziato che ha contribuito alla ricerca geologica lunare.

La dimensione del cratere rende McGetchin un caso particolarmente raro per lo studio degli impatti recenti nel sistema solare. Secondo le analisi pubblicate sulla rivista Science Advances, eventi capaci di produrre una struttura di queste dimensioni sulla superficie lunare hanno una frequenza stimata di circa uno ogni 132 anni. La possibilità di osservare una zona prima e dopo la formazione del cratere ha fornito agli scienziati un confronto diretto tra la superficie originaria e quella modificata dall’evento.

Le osservazioni hanno mostrato anche un’anomalia termica collegata all’impatto: durante la notte lunare l’area circostante disperde calore più rapidamente rispetto al terreno vicino. La causa è stata individuata nelle modifiche al regolite, lo strato di materiale superficiale della Luna, che dopo essere stato rimescolato dall’urto presenta caratteristiche diverse nella capacità di trattenere energia termica.

Il caso McGetchin permette di studiare in dettaglio il processo con cui gli impatti trasformano il paesaggio lunare. Le immagini ad alta risoluzione della LRO hanno consentito di analizzare la distribuzione dei materiali espulsi e gli effetti prodotti a distanza dal punto della collisione, offrendo nuovi elementi sulla dinamica con cui il suolo lunare viene continuamente modificato.

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