La sinistra sola in aula per la sfiducia alla Santanché: banchi vuoti e accuse di ricatto
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Redazione Interno
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La discussione sulla mozione di sfiducia contro Daniela Santanché, ministra del Turismo, ha preso il via a Montecitorio in un’aula semideserta, con i banchi del governo, della Lega e di Forza Italia praticamente vuoti. Solo i ministri Musumeci e Ciriani, insieme a una viceministra e a un sottosegretario, hanno fatto presenza, mentre la Santanché, pur ostentando la consueta sicurezza, non poteva ignorare il messaggio chiaro che l’assenza dei colleghi trasmetteva: il sostegno politico si sta sgretolando.
L’opposizione, da parte sua, non ha perso l’occasione per sollevare dubbi e accuse. «C’è un ricatto?», hanno insinuato alcuni esponenti, sottolineando come l’assenza dei partiti di maggioranza potesse nascondere dinamiche poco trasparenti. Tuttavia, la mozione di sfiducia, promossa dal Movimento 5 Stelle e appoggiata dalle altre forze di minoranza, sembra destinata a fallire, dati i numeri a disposizione. Un’iniziativa che, secondo molti, si configura più come un atto simbolico che come una reale minaccia per la posizione della ministra.
Giovanni Donzelli, responsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, ha reagito con sarcasmo alle critiche dell’opposizione, ribattendo che anche i banchi di quest’ultima non erano particolarmente affollati. «Quello di chiedere la sfiducia è un rito stanco», ha dichiarato ai cronisti, aggiungendo che spesso tali iniziative finiscono per rafforzare la persona presa di mira. Una posizione che, seppur difensiva, lascia trasparire una certa consapevolezza della fragilità della situazione.
Intanto, a difendere la Santanché sono scesi in campo anche i cavalieri costantiniani di San Giorgio, un’associazione che, pur non avendo un ruolo istituzionale, ha cercato di ergersi a ultimo baluardo a protezione della ministra. Un gesto che, se da un lato può apparire come una forzatura, dall’altro riflette la complessità di un contesto politico in cui le alleanze e le solidarietà si intrecciano in modo spesso imprevedibile.




