Crimson Desert tra recensioni contrastanti e sospetti sull’uso dell’intelligenza artificiale
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il primo fine settimana di primavera, con le giornate che si allungano e il clima che diventa finalmente mite, porta con sé un interrogativo che, per quanto ricorrente, continua a dominare le conversazioni degli appassionati: cosa si gioca in questi giorni? Se la settimana appena trascorsa è stata pesantemente polarizzata dall’arrivo di un solo, mastodontico Titolo, è evidente che l’attenzione rimane saldamente incollata a Crimson Desert, il colossale open world firmato Pearl Abyss che ha fatto il suo debutto lo scorso 19 marzo.
Disponibile su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S, il titolo si presenta con dimensioni e ambizioni tali da suggerire che occuperà le scrivanie virtuali degli appassionati per parecchio tempo. A una settimana dal lancio, emergono però i primi dati significativi riguardanti l’accoglienza del pubblico, raccolti attraverso le recensioni utenti presenti su Metacritic. Le valutazioni, se da un lato confermano un riscontro complessivamente positivo, dall’altro rivelano differenze non trascurabili tra le piattaforme: il divario non si limita alla media dei voti, ma riguarda anche il volume e la distribuzione dei giudizi, elementi che offrono uno spaccato interessante su come la stessa esperienza venga percepita in contesti tecnici differenti.
Un’accoglienza variegata tra PC e console
Mentre la critica specializzata, chiamata a giudicare principalmente la versione PC, ha assegnato a Crimson Desert una media di 78, sono le recensioni degli utenti a delineare un quadro più sfumato. Il dato attuale, in costante aggiornamento vista la mole di giocatori che si stanno approcciando al titolo, suggerisce una sostanziale soddisfazione ma con picchi di entusiasmo che variano a seconda della piattaforma utilizzata. Le valutazioni positive si concentrano prevalentemente sulla versione per PC, mentre su PlayStation 5 e Xbox Series X emergono alcune criticità tecniche o di ottimizzazione che, sebbene non compromettano il giudizio di fondo, ne abbassano leggermente la media. A pesare, in questa fase iniziale, non è solo il voto in sé ma anche il numero di recensioni: il campione più ampio, inevitabilmente, fornisce un quadro statisticamente più solido rispetto alle piattaforme che registrano un afflusso minore di giudizi.
Il fantasma dell’intelligenza artificiale generativa
A complicare la narrazione attorno al gioco, però, non sono solo le questioni legate alle performance tecniche. Negli ultimi giorni, infatti, si sono moltiplicate le testimonianze – per ora limitate al tam tam delle discussioni tra giocatori – riguardanti la presenza di elementi artistici che sembrerebbero riconducibili all’uso di intelligenza artificiale generativa. Si tratta, va detto, di elementi marginali e difficili da individuare all’interno del vasto mondo di Pywel: per trovarli è necessario un certo spirito di indagine, dato che si celano tra quadri e altri arredi artistici disseminati nell’open world. Non c’è alcuna conferma ufficiale da parte di Pearl Abyss, ma le segnalazioni insistono su alcune caratteristiche – come incongruenze nella prospettiva o dettagli anatomici distorti – che negli ultimi anni sono diventate un classico indicatore degli asset creati con strumenti di intelligenza artificiale.
Supporto nativo per le tecnologie AMD e l’attenzione alla resa visiva
In questo contesto di valutazioni contrastanti e polemiche nascenti, c’è però un aspetto tecnico che ha ricevuto apprezzamenti trasversali. Crimson Desert debutta con il supporto nativo per AMD FSR 4.1, l’ultima iterazione della tecnologia di upscaling e ottimizzazione delle prestazioni. Per gli utenti in possesso di schede Radeon, la presenza di questo strumento si traduce in una maggiore flessibilità nel bilanciamento tra qualità visiva e fluidità dell’esperienza, un elemento particolarmente apprezzabile in un open world dalle dimensioni epiche come quello proposto dal titolo. La scelta di integrare in modo nativo questa tecnologia, in un momento in cui il dibattito sulla resa grafica e sull’ottimizzazione è più acceso che mai, rappresenta per molti un fattore di qualità non secondario, capace di influenzare la percezione complessiva del prodotto soprattutto su PC.




