Operaio contaminato da plutonio, ritardi nella comunicazione dell'incidente
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Redazione Interno
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Il 21 novembre scorso, presso il Centro ricerche Casaccia, situato alle porte di Roma, un lavoratore è rimasto contaminato da plutonio. L'incidente, avvenuto in una struttura gestita dalla Sogin, società partecipata dal Ministero dell'Economia e specializzata nella bonifica di rifiuti nucleari, è stato comunicato all'Isin, l'ente preposto al controllo, solo quattro giorni dopo. Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, invece, è stato informato dell'accaduto otto giorni dopo, quando la notizia è stata diffusa dall'agenzia di stampa Ageei.
Il lavoratore, dipendente della Nucleco, società del gruppo Sogin, è stato contaminato internamente dal plutonio, una sostanza altamente radioattiva. Attualmente, è sottoposto a controlli medici continui per monitorare gli effetti della contaminazione, un processo che durerà almeno fino a febbraio. La preoccupazione per la sua salute è iniziata quando il rilevatore di radiazioni ha segnalato la presenza del plutonio.
Le autorità coinvolte, tra cui il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, la Sogin e l'Isin, hanno minimizzato l'incidente, definendolo un "evento anomalo" o una "contaminazione interna". Tuttavia, l'uso di termini come plutonio, radioattività e nucleare ha immediatamente allarmato l'opinione pubblica, sollevando interrogativi sulla gestione della sicurezza nei siti di bonifica nucleare.
Il Centro ricerche Casaccia, un tempo sede di sperimentazioni nucleari, è attualmente oggetto di un lungo processo di bonifica, iniziato nel 2003. La struttura ospita ancora 17 metri cubi di rifiuti radioattivi, per i quali non è stato ancora individuato un deposito definitivo.




