Guerra Russia-Ucraina, l’allarme droni su Kiev e il grattacielo in fiamme a Sumy: sedici vittime nei raid di venerdì
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Redazione Esteri
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Il rombo delle sirene antiaeree è tornato a squarciare il silenzio della capitale ucraina, questa mattina, quando a Kiev è scattato l’allarme per la minaccia concreta di un drone nemico. Poco dopo, come riporta l’agenzia ucraina Rbc citando il canale Telegram dell’Amministrazione militare cittadina e un proprio inviato, si sono udite le attività della difesa aerea impegnata a intercettare il velivolo. Un copione, ormai drammaticamente consueto per i residenti, che si ripete con cadenza quasi quotidiana nonostante le rinnovate promesse di tregua. Ma non è stato l’unico episodio a segnare queste ore: a Sumy, nel nord del paese, un grattacielo ha preso fuoco dopo l’impatto di un drone russo, costringendo i vigili del fuoco a intervenire con velivoli specializzati per domare le fiamme ai piani superiori. Gli abitanti dello stabile sono stati evacuati con rapidità e i soccorritori hanno completato i sopralluoghi in quattro diverse aree colpite; l’incendio, alla fine, è stato domato.
Sette feriti tra cui un bambino, il bilancio sale a sedici morti
Le conseguenze di questi attacchi non si limitano ai soli danni materiali. Nel rogo del palazzo di Sumy, sette persone – e tra loro figura anche un bambino – hanno riportato ferite di varia entità, ricevendo in queste ore le cure mediche necessarie. Più grave, però, il quadro complessivo tracciato dalle autorità locali dopo il massiccio raid aereo russo di venerdì, avvenuto in pieno giorno con centinaia tra droni e missili. Secondo gli ultimi dati diffusi e ripresi da Le Monde, il numero delle vittime accertate è salito a sedici. Un morto è stato registrato a Butcha, alle porte di Kiev; tre nella regione di Sumy; due nelle regioni centrali di Zhytomyr e Dnipro; gli altri otto, invece, si concentrano nelle aree più vicine alle linee del fronte, ovvero Kharkiv, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia. Le esplosioni, nel frattempo, hanno danneggiato numerosi edifici anche a Kharkiv e Zaporizhzhia, dove nella notte sono stati lanciati missili balistici.
Zelensky invita il Papa a Kiev, il Cremlino parla di contatti con Washington
Su un piano diverso, ma non meno rilevante per il contesto del conflitto, si colloca l’iniziativa del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il quale ha rivolto un invito formale al pontefice affinché si rechi nella capitale. “Da Mosca – ha fatto notare Zelensky – arriva un’escalation anziché la tregua pasquale”. Una frase, la sua, che suona come un’accusa diretta verso il Cremlino mentre i combattimenti non accennano a diminuire di intensità. Intanto, sul versante diplomatico, emergono segnali contrastanti: i negoziati trilaterali per porre fine alla guerra sono stati sospesi. Tuttavia, come ha dichiarato all’agenzia russa Tass il consigliere diplomatico del Cremlino, Yuri Ushakov, la Russia resta in contatto con gli Stati Uniti sulla questione. Un dettaglio non secondario, visto che alla Casa Bianca siede nuovamente Donald Trump, il quale ha sempre rivendicato un approccio diretto al conflitto.
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