Raid russi su Kiev e Sumy, missili balistici e bombe plananti: le ultime notizie sulla guerra in Ucraina

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La notte appena trascorsa ha riportato l'Ucraina sotto una nuova, pesante offensiva aerea da parte della Russia, con la capitale Kiev nuovamente nel mirino delle forze armate di Mosca.

L'amministrazione militare della città ha diramato un allarme aereo, citato dall'Ukrainska Pravda, a causa della minaccia concreta dell'uso di armi balistiche contro il centro nevralgico del Paese; le forze di occupazione russe avrebbero infatti lanciato un attacco missilistico, e diverse potenti esplosioni sono state udite in vari quartieri della città, seminando panico tra la popolazione che, ormai abituata a questi rituali bellici, si è affrettata a cercare rifugio nei sotterranei della metropolitana.

Le vittime e i danni a Sumy e nelle altre città

Se Kiev è stata il bersaglio principale della minaccia balistica, la città di Sumy, nel nord-est del Paese, ha pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane. Secondo quanto riferito dal capo dell'amministrazione militare regionale, Oleh Hryhorov, l'esercito russo ha sganciato sei bombe aeree guidate che hanno centrato infrastrutture civili, causando la morte di tre persone: tra queste, due bambine e una donna anziana, mentre altre quattro persone sono rimaste ferite e hanno dovuto ricevere immediata assistenza medica.

La situazione è drammatica anche a Mykolaiv, dove una donna di 89 anni ha perso la vita in un altro attacco, e nella regione di Dnipro, dove si contano altri tre morti tra cui un bambino di otto anni, deceduto in una stazione di servizio colpita dalle schegge.

L'attacco ai porti e il rapporto di Zelensky sulle perdite russe

Le forze russe non si sono limitate a colpire le aree residenziali, ma hanno esteso i loro raid anche alle infrastrutture strategiche ucraine nel Mar Nero. Diverse navi mercantili sono state danneggiate nei porti, con Mosca che ha giustificato l'azione sostenendo che questi vettori stessero trasportando rifornimenti militari per le forze di Kiev, in una escalation che minaccia ulteriormente la sicurezza delle rotte commerciali.

In questo contesto di continua pressione militare, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso noto un dato significativo riguardante le sorti del conflitto: stando a un rapporto del ministero della Difesa, nel solo mese di luglio la Russia avrebbe subito perdite per oltre 30.000 uomini tra morti e feriti, un numero che, se confermato, segnerebbe un mese particolarmente sanguinoso per le truppe di occupazione.

Nell'ambito di queste operazioni difensive, l'unità 'Apha' del Servizio di Sicurezza dell'Ucraina si è distinta in particolare, classificandosi al primo posto per numero di obiettivi neutralizzati con successo.

Gli sviluppi del conflitto e la risposta sul campo

La dinamica del conflitto, ormai entrato in una fase di logoramento, mostra quindi un'intensificazione degli attacchi incrociati e un impatto devastante sulle popolazioni civili. Mentre le autorità locali continuano a mettere in guardia la cittadinanza sulla minaccia rappresentata dagli attacchi con missili balistici, per i quali l'avviso è spesso troppo breve per mettersi in salvo, la diplomazia internazionale osserva con preoccupazione l'evolversi della guerra, che non accenna a placarsi e che sta causando una scia di distruzione e lutti in tutto il territorio ucraino.

I vigili del fuoco sono ancora al lavoro a Sumy per domare gli incendi divampati dopo il bombardamento, in una corsa contro il tempo per salvare eventuali superstiti tra le macerie degli edifici civili colpiti.

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