Ucraina, raid russi su Kiev: 15 morti e decine di feriti, missili balistici colpiscono la capitale

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La capitale ucraina è stata svegliata nella notte tra il 4 e il 5 agosto da una pioggia di missili balistici e droni, un attacco che ha trasformato diversi quartieri in teatri di distruzione e lutto.

Secondo le prime e drammatiche stime fornite dalle autorità locali, il bilancio dell'ennesimo, violento raid russo sulla città e sulla regione di Kiev è di almeno 15 civili morti e oltre 50 feriti, un numero che ha spinto il sindaco Vitali Klitschko e il capo dell'amministrazione militare Tymur Tkachenko a definire l'accaduto come uno degli attacchi più tragici subiti dalla regione dall'inizio del conflitto, con i soccorritori ancora al lavoro tra le macerie per cercare altri eventuali dispersi.

La notte di fuoco su Kiev: esplosioni e incendi

L'allarme aereo è risuonato poco dopo la mezzanotte, quando l'aeronautica militare ucraina ha segnalato l'avvicinamento di diversi missili balistici lanciati dalle forze di Mosca, obiettivi che, data la loro traiettoria e velocità, rendono quasi impossibile un'intercettazione efficace con i sistemi di difesa attualmente a disposizione di Kiev. Testimoni hanno raccontato di aver udito almeno sei potenti esplosioni in diversi punti della città, con i quartieri di Holosiivskyi, Desnianskyi, Obolonskyi e Sviatoshynskyi che hanno subito i danni più ingenti.

In queste aree, gli attacchi hanno centrato in particolare magazzini e depositi, provocando incendi di vaste proporzioni; nel distretto di Holosiivskyi, due persone ferite sono state estratte vive dalle macerie di un magazzino crollato, mentre una palazzina residenziale è stata completamente distrutta.

Le fiamme, visibili da gran parte della città, hanno avvolto strutture logistiche e commerciali, tanto che le autorità russe, nel confermare l'operazione, hanno dichiarato di aver preso di mira centri logistici utilizzati a scopi militari per lo stoccaggio e la distribuzione di droni e armamenti, come nel caso del centro MLP-Chaika e dei magazzini Nova Poshta a Brovary.

Il dramma nei sobborghi: Bucha, Brovary e Fastiv nel mirino

La furia dell'attacco non si è limitata al centro cittadino, ma ha esteso il suo raggio d'azione all'intera oblast di Kiev, colpendo duramente anche le città di Brovary, Bucha e Fastiv, luoghi che portano ancora le cicatrici delle atrocità dei primi mesi della guerra. Nell'area di Bucha, l'amministrazione militare regionale ha confermato la morte di almeno un'altra persona e il ferimento di altre 21, a testimonianza della capillarità di un raid che ha danneggiato infrastrutture residenziali e civili, con edifici e veicoli in fiamme.

Le operazioni di soccorso sono state rese difficili dalla natura degli attacchi, che hanno coinvolto non solo missili balistici ma anche sciami di droni, i quali hanno seminato il panico e reso il lavoro dei vigili del fuoco estremamente pericoloso mentre cercavano di domare gli incendi e mettere in salvo i residenti rimasti intrappolati tra le macerie delle loro case.

Zelensky e il bilancio delle perdite russe

Mentre Kiev contava i suoi morti e feriti, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha diffuso un report del ministero della Difesa relativo alle perdite subite dalla Russia nel mese di luglio, un dato che, seppur non verificabile in modo indipendente, offre una dimensione del costo umano che Mosca sta pagando sul fronte orientale. Secondo quanto scritto da Zelensky su Telegram, le forze armate ucraine avrebbero "eliminato" oltre 30.000 soldati russi nel solo mese scorso, una cifra che include sia i morti che i feriti gravi e che si basa, come ha precisato lo stesso presidente, su prove video chiare e documentate. "Complessivamente, a luglio, tutte le nostre unità al fronte hanno eliminato 30.272 russi, in particolare con l'ausilio di droni", ha dichiarato il presidente ucraino, elogiando in particolare l'operato dell'unità "Alpha" del Servizio di Sicurezza dell'Ucraina, che si è classificata al primo posto per numero di obiettivi neutralizzati con successo, ribadendo che il suo esercito avrà a disposizione un numero ancora maggiore di droni per continuare la resistenza.

La carenza di difese e le conseguenze sul campo

L'attacco missilistico di questa notte riporta con drammatica urgenza al centro del dibattito la questione della carenza di sistemi antibalistici avanzati, una vulnerabilità che l'Ucraina continua a denunciare e che Mosca sfrutta sistematicamente per colpire le aree urbane.

Non è un caso, infatti, se le autorità locali abbiano ammesso che nessuno dei missili balistici lanciati contro Kiev sia stato intercettato, una circostanza che rende queste armi particolarmente letali e difficili da contrastare per le difese aeree ucraine, le quali, sebbene efficaci contro i droni e i missili da crociera, faticano a far fronte alla velocità e alla traiettoria dei balistici.

In questo contesto, il presidente Zelensky ha più volte sottolineato la necessità di ottenere dai partner internazionali, in particolare dagli Stati Uniti, licenze per la produzione di sistemi come i Patriot, un'urgenza che diventa ancora più stringente dopo attacchi come quello di questa notte, dove i missili russi hanno seminato morte e distruzione in un territorio che da oltre due anni e mezzo vive sotto la minaccia costante delle bombe.

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