Missili russi su Sumy e Kharkiv, mentre l'Ucraina resiste tra mercati e macerie
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Redazione Esteri
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Nelle ultime ore, aerei tattici russi hanno sganciato missili guidati "Kab" sulle regioni di Sumy e Kharkiv, secondo quanto riportato dall’Aeronautica Militare ucraina su Telegram. Oltre ai bombardamenti, droni da ricognizione sorvolano diverse zone del paese, mentre nell’est si intensifica l’attività dell’aviazione nemica, con il costante rischio di nuovi attacchi aerei.
Sumy, città che prima della guerra contava circa 250 mila abitanti, continua a vivere nonostante le bombe. Come documentato dal giornalista Marc Roussel, la quotidianità resiste tra le strade: donne al mercato, studenti in biblioteca, bambini all’asilo. Una normalità apparente, spezzata domenica 13 aprile da un attacco missilistico che ha ucciso 36 persone, tra cui due minori, e ferito 119 civili. Un bilancio che evoca tragedie passate, come quella di Sarajevo, e che dimostra come la guerra non conosca tregua neppure nei giorni di festa.
Antonio Cresto, vicesindaco di Pertusio, reduce da un viaggio in Ucraina, ha descritto la determinazione di un popolo che chiede solo "libertà e sopravvivenza". Le sue parole rispecchiano ciò che si vede a Sumy: una città ferita ma non piegata, dove la vita cerca di andare avanti nonostante la minaccia costante. Intanto, Zelensky non usa mezzi termini nel condannare Mosca, definendo i russi "canaglie" dopo gli attacchi del Venerdì Santo, quando missili hanno colpito anche la regione di Dnipropetrovsk, area finora non reclamata ufficialmente dal Cremlino




