Torna “Canzonissima”, ma la gara è solo tra le canzoni
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Cinquantauno anni dopo l’ultima edizione, e per la precisione dal 21 marzo su Raiuno, il sabato sera televisivo italiano ritrova un Titolo che ha segnato la storia del varietà, “Canzonissima”, sebbene in una veste profondamente rinnovata rispetto a quella che fu la trasmissione condotta da Mina, Corrado o Raffaella Carrà. Alla guida di questo reboot, che consta di sei puntate in prima serata in diretta dall’Auditorium del Foro Italico, c’è Milly Carlucci, la quale ha scelto di scardinare l’elemento che più caratterizzava il programma originale, e cioè la competizione canora. La novità sostanziale, come è stato ribadito più volte nel corso della conferenza stampa di presentazione, risiede proprio nell’assenza di una gara tra i cantanti: a sfidarsi, di fatto, non saranno gli interpreti ma i brani stessi, selezionati all’interno di un repertorio che attinge alla memoria collettiva della musica leggera italiana.
Il cast, che la conduttrice ha voluto variegato e rappresentativo di generazioni e generi differenti, vede la partecipazione di quattordici artisti di primo piano; tra questi, nomi come quelli di Riccardo Cocciante, che sarà presente nella quinta e nella sesta puntata, di Enrico Ruggeri, di Fabrizio Moro, di Malika Ayane, di Irene Grandi, di Michele Bravi, di Leo Gassmann, di Arisa, la quale entrerà però a partire dalla seconda serata, e poi ancora Elio e le Storie Tese, i Jalisse, Paolo Jannacci, il tenore Vittorio Grigolo ed Elettra Lamborghini, alla quale è stato affidato anche un altro importante impegno professionale. Fausto Leali, invece, rappresenta un caso particolare e una sorta di trait d’union con il passato, essendo lui l’unico ad aver calcato il palco della storica “Canzonissima” quando in scaletta c’erano, tra gli altri, Mina, Walter Chiari e Paolo Panelli.
Un meccanismo che mette al centro il vissuto personale
Ogni puntata, come è stato spiegato nel dettaglio durante gli incontri con la stampa, ruoterà attorno a un tema specifico che funge da filo conduttore per le esibizioni; si spazierà dalla “canzone del cuore” a quella che l’artista avrebbe voluto scrivere, passando per il proprio primo successo o per il cavallo di battaglia. L’idea portante, come l’ha definita lo stesso direttore dell’Intrattenimento Prime Time Rai, è quella di un racconto che si snoda attraverso la musica, dove l’elemento tecnico e performativo lascia il posto a una dimensione più intima e personale. Gli artisti, infatti, non si limiteranno a eseguire un brano, ma lo introdurranno con delle clip in cui spiegheranno il legame profondo che li unisce a quella determinata canzone, quasi a voler creare un’immersione nella loro sfera emotiva e nei loro ricordi. L’accompagnamento musicale sarà garantito da un’orchestra composta da ventiquattro elementi tra musicisti e vocalist, a sottolineare la volontà di puntare sulla qualità dell’esecuzione dal vivo.
Per la prima puntata, in onda sabato 21 marzo alle 21.30, il tema prescelto è “La canzone del cuore”, e già sono stati annunciati alcuni dei brani che verranno interpretati. Enrico Ruggeri canterà “Lontano dagli occhi”, mentre Fabrizio Moro si cimenterà con “Il mio canto libero” di Battisti; Leo Gassmann ha scelto “Un giorno credi” di Edoardo Bennato, Michele Bravi proporrà “Ti lascio una canzone”, Fausto Leali interpreterà “Pregherò”, Malika Ayane canterà “Città vuota” e Irene Grandi “Mi ritorni in mente”. Elettra Lamborghini, dal canto suo, porterà sul palco “Bella vera”, mentre Vittorio Grigolo offrirà al pubblico la sua versione di “Nessun dorma” di Puccini; a chiudere la serata saranno Elio e le Storie Tese con “Rock’n’roll Robot” e i Jalisse con “Sarà perché ti amo”. A impreziosire la prima uscita ci saranno anche alcuni ospiti esterni al cast fisso, come Claudio Santamaria, Rocco Papaleo e Claudia Pandolfi.
L’assenza di competizione e le modalità di voto
La scelta di eliminare la componente agonistica, come ha tenuto a precisare la stessa Carlucci, non è stata casuale ma risponde a una precisa logica di programmazione e di contesto. Se ai tempi d’oro di “Canzonissima” la gara rappresentava un’alternativa al Festival di Sanremo, che allora viveva una fase di minore popolarità, oggi la situazione è completamente diversa, con la kermesse ligure che gode di ottima salute e di un seguito straordinario; sarebbe apparso dunque ridondante, a distanza di poche settimane, riproporre un altro meccanismo competitivo. Ne consegue che gli artisti presenti rimarranno tutti in gioco per l’intera durata del programma, senza eliminazioni, e l’unica selezione avverrà al termine di ogni serata, quando verrà decretata la “Canzonissima” di puntata, cioè il brano ritenuto più meritevole tra quelli ascoltati.
A determinare questa scelta, che porterà poi alla finalissima dove si incoronerà la “Canzonissima 2026”, concorreranno tre differenti componenti di voto. Un ruolo fondamentale lo avrà un panel di sette personalità del mondo dello spettacolo e della musica, i cosiddetti “magnifici 7”, composto da Claudio Cecchetto, Francesca Fialdini, Pierluigi Pardo, Riccardo Rossi, Simona Izzo, Caterina Balivo e il discografico Giacomo Maiolini. A questi si aggiungeranno gli stessi cantanti in gara, i quali potranno esprimere la loro preferenza per il brano di un collega, escludendo naturalmente il proprio, e infine ci sarà il pubblico da casa, che potrà partecipare attraverso i canali social dedicati alla trasmissione. Non si tratta, dunque, di una giuria in senso stretto, come ha tenuto a sottolineare la conduttrice, ma di un meccanismo volto a valorizzare la condivisione e a evitare polemiche, in un periodo storico che, a suo dire, richiederebbe piuttosto un tono leggero e positivo.
Uno sguardo tra innovazione tecnologica e memoria storica
Dal punto di vista della messa in scena, la nuova “Canzonissima” promette di coniugare la tradizione del varietà musicale con le più moderne tecnologie; la regia è affidata a Luca Alcini, e lo studio sarà caratterizzato da un imponente ledwall curvo, capace di creare atmosfere immersive e di avvolgere le esibizioni in un contesto visivo contemporaneo. Durante la conferenza stampa, Milly Carlucci ha anche accennato all’idea di raccogliere le canzoni vincitrici di ogni puntata in una sorta di “bottiglia virtuale”, un messaggio destinato ai posteri che idealmente custodirà la memoria delle emozioni suscitate da questi brani. Un’iniziativa che, al di là della sua realizzazione pratica, testimonia la volontà di non limitarsi a un’operazione nostalgia, ma di costruire un ponte tra il patrimonio canoro italiano e le nuove generazioni di ascoltatori.
Non mancano, infine, alcuni collegamenti con altri importanti appuntamenti musicali: Elettra Lamborghini, infatti, è stata annunciata come co-conduttrice, insieme a Gabriele Corsi, della prossima edizione dell’Eurovision Song Contest in programma a Vienna. La notizia, giunta a sorpresa proprio durante l’incontro con i giornalisti per la presentazione di “Canzonissima”, ha visto la diretta interessata accettare con entusiasmo la proposta del direttore Williams Di Liberatore, regalando un momento di spontaneità che ha alleggerito il tono istituzionale dell’evento. Un piccolo assaggio di quello che potrebbe essere lo spirito di un programma che, pur partendo da lontano, cerca di parlare il linguaggio dell’oggi.




