Angelina Jolie compie 50 anni: i 5 film che hanno segnato la sua carriera
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Cinquant’anni, oggi, per Angelina Jolie, un’attrice che ha costruito la sua immagine tra blockbuster hollywoodiani, ruoli drammatici e un’indiscutibile aura da icona pop. Figlia di Jon Voight, con cui i rapporti sono stati spesso burrascosi, ha saputo ritagliarsi uno spazio unico, lontano dai cliché delle colleghe, fin dagli esordi negli anni Novanta. La sua carriera, costellata di personaggi complessi e scelte audaci, riflette una personalità fuori dagli schemi, capace di passare da Lara Croft a un’intensa Maria Callas nel recente «Maria» di Pablo Larraín.
Tra i suoi film più significativi, «Ragazze interrotte» (1999) resta una pietra miliare. Nel ruolo di Lisa, una paziente psichiatrica carismatica e distruttiva, Jolie ha vinto l’Oscar come miglior attrice non protagonista, regalando una performance in cui sarcasmo e vulnerabilità si mescolano in modo indimenticabile. Quella battuta – "Perché nessuno ci mette me con le spalle al muro?" – è diventata emblematica del suo approccio visceralmente onesto alla recitazione.
Non si può parlare di Jolie senza citare «Mr. & Mrs. Smith» (2005), la spy-comedy che l’ha unita a Brad Pitt, suo futuro marito, e poi divisa in uno dei divorzi più chiacchierati del decennio. La chimica tra i due, sia sul set che fuori, ha trasformato il film in un fenomeno culturale, anche se la pellicola, al di là del gossip, è un divertissement ben costruito, dove l’attrice sfoggia un’ironia mai vista prima.
«Maleficent» (2014) ha dimostrato la sua capacità di reinventare un classico disneyano, conferendo profondità alla strega de «La bella addormentata». Con quel sorriso ambiguo e una presenza magnetica, Jolie ha reso la sua Malefica un’eroina tragica, lontana dai cartoni animati. Un successo che ha spianato la strada al sequel, anche se è la prima versione a rimanere nella memoria.
Più cupo, ma ugualmente potente, «Changeling» (2008) di Clint Eastwood. Basato su una storia vera degli anni Venti, vede Jolie nei panni di una madre alla ricerca del figlio scomparso, in uno scontro con la corruzione della polizia di Los Angeles. La sua interpretazione, sobria e dolorosa, le è valsa una nomination agli Oscar, dimostrando come sappia gestire ruoli drammatici senza scivolare nel melodramma.
Infine, «Salt» (2010), spy-thriller in cui interpreta un’agente della CIA accusata di essere una talpa russa. Il film, pensato originariamente per un uomo (con Tom Cruise in mente), ha preso una piega diversa grazie a lei, trasformandosi in un’esplosione di azione e ambiguità, con una protagonista che sfida ogni stereotipo di genere




