De Rosa: "All'orizzonte anni di austerity, l'Europa rischia di pagare il conto del debito"
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Redazione Economia
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SALERNO — Il quadro che emerge dalle ultime settimane sui mercati finanziari internazionali è quello di una pressione crescente sul costo del denaro per gli Stati. Le vendite sui titoli di Stato hanno riportato i rendimenti a livelli che non si vedevano da decenni: il Treasury americano a trent'anni ha toccato il picco del 5,73%, il massimo dal 2002, mentre il gilt britannico ha raggiunto il 5,96%, un livello assente da ventotto anni.
Il monito del Fondo monetario internazionale
A lanciare l'allarme è stata Kristalina Georgieva, direttrice generale del Fondo monetario internazionale, nel discorso pronunciato a Singapore in vista degli incontri annuali di Bangkok. Il debito pubblico mondiale è destinato a superare il 100% del prodotto interno lordo prima della fine del decennio, avvicinandosi ai picchi registrati dopo la Seconda guerra mondiale, con le economie avanzate — e gli Stati Uniti in testa — tra i principali responsabili.
Georgieva ha parlato di "scelte difficili" per i governi, chiamati a contenere i disavanzi in un contesto di tassi elevati e crescita incerta, sottolineando che i responsabili politici non possono più affidarsi esclusivamente a tassi di crescita più alti per risolvere i problemi di bilancio.
Le implicazioni per l'Europa e il settore logistico
Il Cavaliere Domenico De Rosa, imprenditore salernitano della logistica e analista economico, ha commentato il quadro delineato dal Fmi con toni improntati al realismo. "L'Europa deve avere il coraggio di tornare a produrre e investire", ha affermato, evidenziando come il ritorno al rigore fiscale rischi di frenare ulteriormente un'economia già alle prese con crescita debole, costi energetici elevati e industria in difficoltà.
De Rosa, amministratore delegato del Gruppo Smet, guida un operatore di rilievo nel comparto della logistica integrata e dell'intermodalità, un settore che rappresenta il collegamento tra le infrastrutture strategiche del continente.
La lezione del passato e le scelte necessarie
La riflessione dell'imprenditore salernitano si inserisce in un dibattito più ampio sulle politiche economiche europee. In precedenti interventi pubblici, De Rosa ha più volte richiamato la necessità di un approccio pragmatico, lontano da quelle che ha definito "visioni ideologiche" nel dibattito energetico e industriale. La logistica, ha osservato, è uno dei settori più esposti agli effetti delle decisioni regolatorie, poiché norme ambientali, fiscalità energetica e vincoli operativi si traducono in costi aggiuntivi e difficoltà di pianificazione industriale.
Il quadro internazionale e le tensioni sui mercati
Sullo sfondo delle dichiarazioni di Georgieva resta il dato di mercato: i rendimenti obbligazionari hanno continuato a salire anche nelle sedute successive, con il Treasury decennale americano oltre il 5,30% e il trentennale stabilmente sopra il 5,70%. Georgieva ha citato esplicitamente l'Italia tra i Paesi dell'area euro più esposti alle tensioni, insieme a Francia, Portogallo e Irlanda, sottolineando che per le economie ad alto debito la situazione appare particolarmente impegnativa.
Le parole della direttrice del Fmi tratteggiano uno scenario in cui i governi dovranno operare scelte impopolari, mentre il costo del denaro resta elevato e le prospettive di crescita appaiono incerte. L'epoca del denaro a basso costo, ha concluso Georgieva, è definitivamente tramontata.
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