Chiara Pavan, la “cheffa” di Venissa: «Pronta a fare il quarto giudice a MasterChef»

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   «Non mi dispiacerebbe affatto», ha dichiarato ai cronisti che la intercettavano all’uscita del suo ristorante lagunare, ammettendo con franchezza quella che ormai per gli addetti ai lavori è considerata un’evidenza. Chiara Pavan, che ironicamente si definisce “cheffa” per rivendicare un ruolo spesso declinato al maschile, è pronta a sedersi stabilmente dietro il bancone più famoso della tv italiana. La quindicesima edizione del cooking show di Sky si è conclusa solo a marzo, eppure il buzz attorno alla sua promozione – da giudice ospite a quarto componente effettivo della giuria – non accenna a diminuire. La stessa interessata, interpellata dal “Corriere della Sera”, ha rotto gli indugi: l’esperienza maturata nelle ultime due annate è stata talmente positiva che un eventuale salto di qualità, accanto a Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli, verrebbe accolto con entusiasmo.

L’effetto televisivo e il ritorno economico per il ristorante

Non c’è solo la gloria, in questa ipotesi di carriera, ma anche un solido ritorno economico che Pavan non ha alcuna intenzione di nascondere. «Sarebbe ipocrita non dire che da quando vado in tv il ristorante, che già andava benissimo, è del tutto pieno», ha ammesso senza giri di parole, sottolineando come la clientela sia diventata più italiana e, oserebbe dire, più preparata. Un effetto traino che la chef, laureata in filosofia e abituata a ragionare per paradossi, gestisce con una certa ironia; se da un lato le vetrine mediatiche riempiono i coperti di “Venissa”, il suo stellato sull’isola di Mazzorbo, dall’altro la espongono al fastidio della perdita di privacy. «Ti tolgono la possibilità di avere una vita del tutto privata», spiega, raccontando di sentirsi osservata persino in farmacia.

La convivenza, i calzini e la corsa quotidiana

Lontana dai riflettori, Chiara Pavan condivide la cucina – e la vita – con Francesco Brutto, suo socio e compagno. Un rapporto simbiotico che, a suo dire, regge nonostante la promiscuità forzata. «Passo tutto il tempo in cucina con lui, ma litighiamo per i calzini», rivela, restituendo un’immagine sorprendentemente domestica di una donna che gestisce una brigata di cucina e un’impresa da 5 milioni di fatturato. Per scaricare la tensione, e ritagliarsi uno spazio mentale di libertà assoluta, c’è il running: l’allenamento non è un vezzo ma una necessità interiore. «Quando esco non faccio mai meno di 8 chilometri», racconta a chi le chiede conto della sua forma, spiegando che la corsa rappresenta l’unico momento di evasione totale dalla pressione delle stelle Michelin e delle video camere.

Un rapporto di stima nel segno della sostenibilità

Se dovesse entrare ufficialmente nella terna che giudicherà i cuochi della sedicesima edizione, Chiara Pavan sa già da che parte pendere il suo equilibrio. Nel tridente attuale, ammette di sentire una particolare vicinanza con Giorgio Locatelli, che definisce «molto affine a me e ai miei valori basati sulla responsabilità sociale e ambientale». Una sensibilità green che lei porta avanti da anni, tra orti lagunari e ricette antispreco, e che rappresenterebbe una ventata di aria nuova (e di rigore) in un programma spesso accusato di essere troppo spettacolare. «Antonino Cannavacciuolo è un leader nato, Bruno Barbieri ha una grande ironia», aggiunge, completando il quadro di una possibile convivenza forse burrascosa ma certamente affiatata. Ai fan, che hanno scatenato il tam tam sui social già a marzo, non resta che attendere dicembre, quando il destino della “quarta giudice” verrà finalmente svelato.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.