Tabelle Aci 2026, cosa cambia per auto aziendali e rimborsi spese

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le tabelle Aci, strumento fondamentale per la quantificazione dei fringe benefit legati all’uso promiscuo dei veicoli, dettano anche per il 2026 le regole per calcolare i costi chilometrici di esercizio di autovetture e motocicli. Questi valori, aggiornati annualmente e già in vigore dal primo gennaio, rappresentano la base imprescindibile per determinare l’importo dei rimborsi spettanti ai dipendenti, i quali utilizzano mezzi aziendali sia per esigenze professionali che private. La procedura per stabilire la percentuale tassabile del benefit, che costituisce un integrativo della retribuzione in denaro, prevede la moltiplicazione del costo chilometrico annuo – desunto proprio dalle tabelle – per una percorrenza convenzionale fissata a 15.000 chilometri, applicando successivamente un’aliquota che varia in relazione alla tipologia del mezzo concesso in uso.

Il quadro normativo dei benefit in natura

L’erogazione di beni e servizi in natura, pratica sempre più diffusa con l’obiettivo di accrescere il benessere interno e favorire la fidelizzazione del personale, è stata oggetto di significative riorganizzazioni legislative negli ultimi due anni. Le modifiche, introdotte principalmente dalle leggi di bilancio 2025 e 2026, hanno infatti ridefinito il perimetro degli incentivi fiscali, cercando di rendere più agevole per le aziende il ricorso a questa forma di welfare complementare. Si tratta, in altri termini, di un sistema che affianca alla busta paga tradizionale una serie di vantaggi concreti, la cui tassazione segue criteri specifici e diversificati.

Detrazione auto aziendale e novità green

Per quanto concerne la detrazione delle auto aziendali, il quadro normativo del 2026 conferma la disciplina contenuta nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi e nella normativa sull’Iva. La deducibilità dei costi rimane limitata e differenziata in base alla percentuale d’uso promiscuo, con aliquote che si attestano generalmente sui livelli del 20%, 70% e 80%, mentre la detrazione dell’Iva è normalmente applicabile solo per il 40%, salvo il caso – fiscalmente privilegiato – dell’uso esclusivo per il quale è riconosciuta al 100%. Una delle conferme più rilevanti riguarda i fringe benefit cosiddetti green, già introdotti precedentemente e ora stabilizzati: per i veicoli elettrici puri è prevista una quota agevolata pari al 10% del valore di tabella Aci, per le ibride plug-in si applica il 20%, mentre per i mezzi a propulsione termica e altre categorie la percentuale sale al 50%.

I limiti di esenzione per i bonus ai dipendenti

Il sistema mantiene sostanzialmente inalterate le soglie di esenzione fiscale per i bonus erogati direttamente ai dipendenti. I datori di lavoro possono infatti integrare le retribuzioni, godendo di agevolazioni, con importi fino a mille euro annui, limite che viene innalzato a duemila euro per i lavoratori e le lavoratrici che siano genitori. In presenza di specifici requisiti, la normativa contempla inoltre la possibilità di arrivare fino a una soglia complessiva di cinquemila euro, delineando un ventaglio di opportunità che le aziende possono sfruttare per costruire pacchetti retributivi più articolati e vantaggiosi sotto il profilo fiscale.

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