Dal 15 maggio si può modificare e inviare il 730 precompilato 2025, ma il sito dell’Agenzia delle Entrate va in tilt

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Redazione Economia Redazione Economia   -   A partire da mercoledì 15 maggio, i contribuenti hanno potuto accedere alla modifica e all’invio del modello 730 precompilato 2025, dopo che la versione in "solo lettura" era stata resa disponibile già dal 30 aprile. Se in quella fase preliminare era possibile soltanto consultare i dati inseriti automaticamente dal Fisco, ora è invece consentito integrare, correggere o confermare le informazioni presenti, procedendo alla trasmissione definitiva.

Per guidare gli utenti meno esperti, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio canale YouTube un tutorial che illustra, passo dopo passo, come visualizzare e modificare la dichiarazione, dall’accesso al sistema fino all’invio. Chi non fosse in grado di gestire autonomamente l’operazione può delegare un familiare o un altro soggetto di fiducia, purché in possesso delle credenziali necessarie.

Tuttavia, l’apertura del servizio ha immediatamente generato un picco di accessi tale da saturare la piattaforma, costringendo il sistema a introdurre una coda virtuale per regolare il flusso. Una situazione che ricorda i cosiddetti click day per l’accesso a bonus statali o agevolazioni, con lunghe attese digitali dovute alla mole di richieste. L’Agenzia e Sogei, società che gestisce l’infrastruttura tecnologica, hanno dovuto attivare meccanismi di filtraggio per evitare il collasso del portale.

Sul fronte della documentazione, vale la pena ricordare che chi si limita a inviare il modello senza apportare modifiche è esentato dalla conservazione dei giustificativi, già comunicati all’Agenzia da banche, assicurazioni o altri enti. Diverso è il caso in cui si intervenga manualmente sulla precompilata: l’aggiunta di spese o la rettifica di importi rende obbligatorio conservare le prove per cinque anni, come previsto dall’articolo 5 del decreto legislativo 175/2014

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