Redditi PF 2026, la guida dell'Agenzia delle Entrate sul modello precompilato

Redditi PF 2026, la guida dell'Agenzia delle Entrate sul modello precompilato
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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato una nuova guida, aggiornata per la campagna dichiarativa 2026, interamente dedicata al modello Redditi Persone Fisiche precompilato. Questo strumento, messo a disposizione dei contribuenti nell'area riservata del sito dell'Agenzia, rappresenta un'alternativa al modello 730 per la gestione della dichiarazione dei redditi e, come quest'ultimo, offre il vantaggio di avere una serie di dati già precaricati, semplificando le operazioni di compilazione e invio.

Il modello Redditi PF si rivolge principalmente a quei contribuenti che non possono avvalersi del modello 730. L'Agenzia delle Entrate ha specificato le condizioni che rendono obbligatoria la presentazione del modello Redditi Persone fisiche 2026. Questa scelta è necessaria per coloro che nel corso del 2025 hanno percepito redditi derivanti dalla produzione di "agroenergie" non considerate produttive di reddito agrario, redditi d'impresa anche in forma di partecipazione, oppure redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta la partita IVA, inclusi i regimi di vantaggio e forfettario.

L'obbligo sussiste anche per i redditi di lavoro autonomo disciplinati dall'articolo 50 del Tuir, come nel caso dei soci di cooperative artigiane.

Le caratteristiche del modello e le modalità di accesso

La guida, che fa parte della collana "L'Agenzia informa", illustra in dettaglio l'architettura del modello Redditi Persone Fisiche, spiegando come esso contenga informazioni fiscali di rilievo quali i dati sui familiari a carico, gli oneri detraibili e deducibili, le indennità e i dati desumibili dalle certificazioni di lavoro autonomo. A questi si aggiungono, per i titolari di partita IVA, anche i dati reddituali ricavati dalle fatture elettroniche trasmesse tramite il Sistema di Interscambio (SDI) e dai corrispettivi giornalieri.

Per i contribuenti in regime forfettario, una delle novità più rilevanti di quest'anno riguarda la compilazione automatica del quadro LM, dedicato ai redditi da lavoro autonomo, che include anche il dato sui contributi previdenziali versati.

Per accedere alla dichiarazione precompilata, il contribuente può collegarsi all'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate utilizzando le proprie credenziali SPID, CIE o CNS. Una volta effettuato l'accesso, è possibile scegliere tra due modalità di compilazione. La modalità "web" consente di compilare i principali quadri del modello senza dover scaricare alcun software, ed è utilizzabile anche da imprenditori e professionisti in regime di vantaggio o forfettario.

La modalità "online", invece, prevede l'installazione di un software completo per la compilazione di tutti i fascicoli del modello ed è obbligatoria per i contribuenti soggetti agli Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale (ISA) o per coloro che possiedono redditi da partecipazione.

Invio, scadenze e gestione delle dichiarazioni

Il periodo per la presentazione del modello Redditi PF precompilato è fissato tra il 15 aprile e il 2 novembre 2026, con la scadenza che slitta di un giorno lavorativo poiché il 31 ottobre cade di sabato e il 1º novembre è un giorno festivo. La trasmissione della dichiarazione può essere effettuata direttamente dal contribuente tramite l'applicativo web oppure avvalendosi dell'assistenza di un CAF o di un professionista abilitato.

In caso di invio della dichiarazione senza alcuna modifica, i controlli documentali sugli oneri detraibili e deducibili comunicati all'Agenzia non vengono effettuati.

La guida fornisce inoltre indicazioni operative su come gestire eventuali errori o omissioni dopo l'invio. Entro il 15 ottobre 2026, se non è stato predisposto un modello F24, è possibile annullare il modello Redditi già inviato. L'operazione, da effettuare con le stesse credenziali utilizzate per la trasmissione, è ammessa solo se la ricevuta presenta la dicitura "Elaborato". È importante tenere presente che l'annullamento cancella completamente la dichiarazione presentata, rendendo necessario l'invio di una nuova per evitare che il Fisco consideri la dichiarazione come omessa.

Superata la data del 15 ottobre, per correggere o integrare i dati è ancora possibile presentare il modello "Redditi correttivo" entro il 2 novembre 2026, mentre dopo tale termine l'unica opzione rimane il modello "Redditi integrativo".

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