Redditi Pf 2026 precompilato, guida dell'Agenzia: a chi è rivolto e come funziona

Redditi Pf 2026 precompilato, guida dell'Agenzia: a chi è rivolto e come funziona
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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito istituzionale una nuova guida, appartenente alla collana “l’Agenzia informa”, interamente dedicata al modello Redditi Persone fisiche precompilato. Il documento, messo a disposizione dei contribuenti in questi giorni, ha lo scopo di fare chiarezza sulle specificità di un modello che, sebbene rappresenti un’alternativa al più diffuso 730, è caratterizzato da una propria fisionomia e da un campo di applicazione ben definito.

La guida, a cui si può accedere liberamente, analizza nel dettaglio la procedura da seguire per la compilazione e l’invio della dichiarazione, senza tralasciare le scadenze fondamentali da rispettare per non incorrere in sanzioni.

La prima, sostanziale, differenza rispetto al modello 730 riguarda la platea dei soggetti che possono utilizzarlo. Il modello Redditi PF, infatti, non è solo per chi ha una situazione fiscale particolarmente complessa, ma è obbligatorio per coloro che si trovano in specifiche condizioni.

Devono presentarlo, ad esempio, i contribuenti che nel corso del 2025 hanno percepito redditi d'impresa, anche in forma di partecipazione, o redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta la partita Iva. Rientrano in questo obbligo anche i soggetti che hanno conseguito redditi diversi, come le plusvalenze di natura finanziaria disciplinate dall'articolo 67 del Tuir, o redditi provenienti da trust in qualità di beneficiario.

Non solo: la presentazione del modello Redditi è riservata anche a chi, nel 2025 o nel 2026, non risiede in Italia o a chi deve presentare contestualmente altre dichiarazioni come l'Iva, l'Irap o il modello 770. Un'altra novità di rilievo, confermata dalla guida, è la possibilità per i titolari di partita Iva che aderiscono al regime di vantaggio o al regime forfettario (quadro LM) di utilizzare questo modello, ampliando così la gamma dei contribuenti che possono beneficiare della precompilata.

Accesso e modalità di compilazione: web e online

La dichiarazione precompilata per il modello Redditi PF 2026, relativa al periodo d'imposta 2025, è stata resa disponibile a partire dal 15 aprile 2026, mentre l'invio telematico è stato ufficialmente attivato il 27 maggio 2026. Per accedervi, il contribuente deve collegarsi all'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate utilizzando le proprie credenziali di identità digitale (SPID, CIE o CNS) e selezionare l'apposita sezione dedicata alla dichiarazione precompilata.

Una volta all'interno dell'applicativo, il portale guida l'utente nella scelta del modello, offrendo due distinte modalità di compilazione. La prima, denominata "modalità web", consente di compilare i principali quadri del modello senza la necessità di scaricare alcun software, risultando particolarmente indicata per i contribuenti con partita Iva in regime forfettario o di vantaggio.

La seconda, la "modalità online", è invece un software completo che richiede l'installazione sul proprio personal computer e si rende necessaria per i soggetti soggetti agli ISA (Indici sintetici di affidabilità fiscale) o per coloro che posseggono redditi da partecipazione.

Le novità nei quadri dichiarativi

La guida non si limita a spiegare le procedure di accesso, ma entra nel merito della compilazione, analizzando le peculiarità dei singoli quadri che compongono il modello. Tra le principali novità di quest'anno, spiccano le modifiche al quadro RR, relativo ai contributi previdenziali, per il quale l'INPS ha fornito istruzioni dettagliate con la circolare n. 62 del 27 maggio 2026. Questo quadro è obbligatorio per artigiani, commercianti e liberi professionisti iscritti alla Gestione separata, che devono calcolare il saldo 2025 e il primo acconto 2026 dei contributi dovuti.

Un aspetto di particolare interesse riguarda l'interazione con il Concordato Preventivo Biennale (CPB): la circolare chiarisce che per i soggetti che hanno aderito al CPB, la base imponibile concordata rileva ai fini contributivi, ferma restando la facoltà di versare i contributi sul reddito effettivo se questo risulta superiore. Per i contribuenti in regime forfettario, invece, l'istituto del CPB è stato abrogato a decorrere dal 1° gennaio 2025, per cui la base imponibile previdenziale è sempre il reddito effettivamente prodotto.

Il quadro RR prevede ora campi specifici per gestire queste opzioni, con colonne distinte per indicare il reddito di impresa concordato, il reddito misto o l'opzione per il reddito effettivo.

Oltre al quadro RR, la guida affronta anche la compilazione di altri quadri specifici come il quadro RT, dedicato ai redditi diversi di natura finanziaria, che quest'anno include le plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni in associazioni professionali. Vengono inoltre menzionate le novità per il quadro RH, con l'inserimento di un nuovo rigo per la quota di reddito non imponibile del socio coltivatore diretto, e per il quadro RL, da cui sono stati eliminati i righi per i redditi degli sportivi.

La guida, infine, dedica ampio spazio alle date da ricordare: il termine ultimo per la presentazione del modello è fissato al 2 novembre 2026, mentre per il versamento del saldo e del primo acconto la scadenza ordinaria è il 30 giugno 2026, con la possibilità di differire al 30 luglio con una maggiorazione dello 0,40%.

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