La guerra dimenticata: a Pokrovsk si combatte ancora, in Italia si pensa già alla pace

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre i riflettori dell’attenzione pubblica si sono ormai affievoliti, oscurati da altre crisi e dalla stanchezza di un conflitto che si protrae da anni, il fronte ucraino continua a consumarsi in una logorante guerra di posizione. A Pokrovsk, dove le truppe russe giunsero nell'agosto del 2024 costringendo all'esodo decine di migliaia di persone, la battaglia non si è mai veramente interrotta, nonostante le narrazioni di un'avanzata inarrestabile di Mosca. La realtà, che emerge dalle mappe e dai bollettini di istituti di analisi indipendenti, è più complessa e meno lineare di quanto spesso non venga dipinta: la conquista completa della città, ridotta ormai a un cumulo di macerie, non è ancora avvenuta, e i difensori hanno potuto, nel frattempo, organizzare nuove linee difensive più arretrate e fortificate.

Una morsa strategica e il peso dei numeri

L’offensiva attuale si concentra non su un assalto frontale diretto, rivelatosi troppo costoso in termini di vite e mezzi, bensì su una strategia di accerchiamento e isolamento. L’obiettivo dichiarato delle unità russe è infatti quello di “strangolarla”, tentando di imporre un blocco attorno a Pokrovsk attraverso l'uso sistematico di droni, molti dei quali pilotati da reparti specializzati, per interdire le vie di rifornimento alla guarnigione ucraina asserragliata tra le rovine. Si tratta di una mossa tattica cruciale, la più aggressiva registrata nelle ultime settimane, che mira a logorare ulteriormente i difensori prima dell’arrivo dell’inverno, stagione che storicamente riduce la mobilità delle truppe e rende ogni operazione più complicata. Sul terreno, il potenziale numerico a disposizione del Cremlino rimane impressionante, con circa 710.000 uomini schierati lungo l’intero fronte, una massa d’urto che consente di mantenere una pressione costante su più assi contemporaneamente.

L'evoluzione del conflitto e il mutare delle narrazioni

Se sul campo le operazioni militari procedono con lentezza ma determinazione, altrettanto significativa è l'evoluzione che si registra nel linguaggio politico e nella comunicazione strategica. La posizione del Cremlino, che insiste su una narrativa di progresso ineluttabile e di forza, sembra infatti adattarsi con maggior aderenza all’effettiva situazione bellica rispetto alle iniziali e più ottimistiche previsioni di Kiev e dei suoi alleati. Questi ultimi, dopo quasi quattro anni di combattimenti, hanno visto necessariamente modificarsi i propri obiettivi dichiarati, passando dall’auspicio di una vittoria militare definitiva alla ricerca di una “pace giusta e duratura”, formula che, sebbene possa apparire vaga, riflette una presa d’atto delle reali difficoltà. Una retorica di sostegno “incrollabile” che, tuttavia, cozza con i dati concreti degli aiuti, i quali – forniti dall’Unione Europea e da singoli paesi – hanno subito una consistente riduzione nel secondo semestre dell’anno in corso.

La dinamica territoriale e il quadro generale

I numeri delle conquiste territoriali offrono uno spaccato della dinamica complessiva. Secondo le stime dell’Institute for the Study of War, nel solo mese di novembre le forze armate russe hanno consolidato il controllo su oltre 700 chilometri quadrati di terreno, realizzando così il progresso mensile più significativo dell’intero 2025, un dato che di poco non eguaglia l’estensione totale acquisita nel corso di tutto l’anno precedente. È proprio nel settore di Donec’k, dove Pokrovsk è situata, che gli avanzamenti appaiono più contenuti e la situazione sembra cristallizzata in una staticità violenta; una stasi che, secondo molti analisti, potrebbe però essere solo il preludio a sviluppi operativi di maggior rilievo nelle prossime settimane, nel tentativo di forzare lo stallo prima che le condizioni climatiche impongano un rallentamento generale delle operazioni.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.