Tomba a Cortina, l’ironia del campione e la dedica di Goggia: "In questo bronzo sento la carezza di Elly"
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Redazione Sport
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Il giorno dopo la prova di forza e carattere che le è valsa il bronzo nella discesa libera delle Olimpiadi di Milano-Cortina, un terzo posto conquistato dietro all'americana Breezy Johnson e alla tedesca Emma Aicher, Sofia Goggia ha trovato ad attenderla, tra i microfoni di Cristina Fantoni a Cortina, un testimone d'eccezione come Alberto Tomba. Il campione, intervistato dall'inviata del TgLa7, ha commentato con la consueta e schietta ironia l'ultima impresa azzurra, definendola "un grande bronzo", e riservando una battuta sulla discesa della compagna di squadra Federica Brignone, della quale ha sottolineato come, in quella circostanza, "non doveva rischiare". Una domenica intensa, quella vissuta sulle nevi ampezzane, che Tomba ha riassunto con la sintesi di chi la tensione agonistica l'ha vissuta e metabolizzata da protagonista, riconoscendo nel tempo stesso il valore di una prestazione che va ben al di là del semplice risultato cronometrico.
Le parole oltre il traguardo
Se l'analisi di Tomba ha catturato l'aspetto più tecnico e agonistico della giornata, a conferire una dimensione profondamente umana e commovente al successo è stata invece la stessa Goggia, la quale, in un gesto di rara intensità, ha dedicato la medaglia all'amica e collega Elena Fanchini, scomparsa proprio l'8 febbraio del 2023. "In questa medaglia sento la carezza di Elly", ha affermato l'azzurra, descrivendo una sensazione che travalica il confine del ricordo per trasformarsi in presenza viva e confortante. Quella data, l'8 febbraio, diventata dunque un anniversario doppiamente significativo e inciso nella memoria, è stata definita dalla sciatrice stessa "una giornata che non dimenticherò mai", unendo il personale tributo all'amica al raggiungimento di un traguardo sportivo di altissimo livello, ottenuto proprio nella località che ha ospitato i Giochi.
Una lettera pubblica e il conforto dei tifosi
L'emozione, del resto, non si è esaurita nel momento dell'arrivo o nelle dichiarazioni a caldo, ma è proseguita e si è amplificata attraverso un lungo post sui social network, una sorta di lettera aperta indirizzata a Cortina e, soprattutto, a Elena Fanchini. In quel testo, Sofia Goggia ha ringraziato la località per un bronzo che ha definito "non scontato", rivolgendo un pensiero diretto all'amica con la certezza che lei "sia sempre con noi". Un flusso di pensieri genuino e diretto, che ha rapidamente raccolto il calore di una vasta platea, ricevendo in poche ore più di milleduecento commenti di sostegno e condivisione, a dimostrazione di come lo sport, nelle sue espressioni più autentiche, sappia tessere legami che vanno ben oltre la classifica di una gara.
La lezione che viene dalla psicologia dello sport
Questa capacità di coniugare la massima prestazione con la profondità dei sentimenti personali rappresenta, a suo modo, una conferma tangibile di principi che sono alla base della preparazione mentale degli atleti di vertice. Analizzare una sconfitta, o anche una vittoria che non sia la più eclatante, partendo anzitutto da una valutazione oggettiva dei propri errori, prima di considerare gli elementi esterni o la sorte avversa, è infatti un insegnamento cardine, recentemente ribadito anche in altri ambiti sportivi. Una metodologia che, applicata al rigore della discesa libera come alla tensione di un match tennistico, fornisce agli atleti gli strumenti per gestire la pressione e trasformare ogni esperienza, positiva o meno, in un tassello utile per la crescita continua, sia professionale che personale.




