Nba, Phoenix e Orlando agli ultimi due posti dei playoff: eliminati Golden State e Charlotte

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Si sono chiusi i giochi al termine del play-in della Nba, con i Phoenix Suns e gli Orlando Magic che hanno strappato gli ultimi due biglietti disponibili per la postseason, interrompendo quindi il cammino rispettivamente dei Golden State Warriors e dei Charlotte Hornets. I verdetti, arrivati nella notte italiana, consegnano un tabellone dei playoff finalmente completo, con la franchigia dell’Arizona che affrontera il temibile Oklahoma City Thunder, testa di serie numero uno ad Ovest, mentre la squadra della Florida se la vedrà con i Detroit Pistons, dominatori della Eastern Conference.

La partita più attesa, giocata in casa dei Suns, ha visto Phoenix imporsi con un netto 111-96, e a fare la differenza è stato Jalen Green, il quale – reduce da una stagione regolare funestata da numerosi infortuni che ne hanno limitato l’impatto – ha messo a referto una prestazione da 36 punti, condita da 6 rimbalzi e 4 assist. L’ex giocatore dei Rockets ha letteralmente trascinato i suoi, risultando letale dall’arco dei tre punti e mettendo in difficoltà una difesa avversaria che, nonostante l’esperienza, non ha trovato il modo di arginarne l’esplosività. Dall’altra parte del campo, per i Warriors, si è consumato probabilmente l’epilogo di un’era gloriosa ma ormai giunta al crepuscolo.

Stephen Curry, insolitamente impreciso, ha chiuso con soli 17 punti e un preoccupante 4 su 16 dal campo, non riuscendo a caricarsi la squadra sulle spalle come ha fatto per tanti anni. La sconfitta ha aperto scenari drammatici in casa Golden State, dove il futuro di coach Steve Kerr è diventato immediatamente il centro delle speculazioni. A fine partita, con il cronometro che scandiva gli ultimi sessanta secondi, le telecamere hanno catturato un abbraccio tra il tecnico e i suoi due veterani, Curry e Draymond Green: un momento carico di pathos nel quale Kerr, visibilmente commosso, ha ammesso di non sapere cosa accadrà in futuro, dichiarando tutto il suo affetto per loro e lasciando intendere che questa potesse essere la sua ultima partita sulla panchina della Baia. A rendere la serata ancora più tesa, l’ejection di Draymond Green, reo di aver colpito con un pugno Devin Booker, un gesto che ha sintetizzato la frustrazione di una dinastia che, dopo quattro anelli e dodici stagioni di successi, sembra aver voltato definitivamente pagina.

Il dominio di Orlando e l’addio alle speranze di Charlotte

Se in Occidente il verdetto è stato sofferto fino all’ultimo quarto, in Florida la sfida tra Orlando Magic e Charlotte Hornets è stata a senso unico. I padroni di casa non hanno lasciato scampo agli avversari, infliggendo un pesante 121-90 che cancella ogni velleità di rimonta per gli Hornets. Protagonista assoluto, come del resto è stato per tutta la seconda parte di stagione, è stato Paolo Banchero. L’ala italo-americana, futuro pilastro della lega, ha guidato l’attacco con 25 punti, dimostrando una maturità cestistica fuori dal comune in una partita da dentro o fuori.

Fin dalle prime battute, la partita ha preso una piega favorevole ai Magic, capaci di scavare un solco profondo già nel primo tempo; il divario toccato, il più ampio nella storia del play-in a metà gara, ha di fatto spento ogni reazione degli ospiti, che non sono mai riusciti a rientrare in partita. Per Charlotte si tratta di un’occasione clamorosamente fallita: la squadra cercava l’agognato ritorno ai playoff dopo un digiuno che durava da dieci lunghissimi anni, ma l’approccio sbagliato e una difesa completamente evaporata hanno trasformato quella che doveva essere una notte di gloria in una débâcle rimandata agli archivi. LaMelo Ball, nonostante 23 punti raccolti nella ripresa, ha dovuto cedere il passo alla maggiore concretezza e fisicità di un gruppo, quello di Orlando, che ora si prepara ad affrontare la corazzata Detroit senza nulla da perdere.

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