Nba, i tabelloni dei playoff ora sono completi: Phoenix e Orlando strappano l’ultimo ticket
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Redazione Sport
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La notte del play-in Nba ha consegnato i due verdetti che mancavano, completando così il quadro della post-season: a riempire l’ottavo posto nella Western Conference ci pensano i Phoenix Suns, mentre nella Eastern Conference l’ultimo slot disponibile è stato agguantato dagli Orlando Magic. Entrambe le squadre, superando rispettivamente Golden State Warriors e Charlotte Hornets, si sono guadagnate il diritto di affrontare la prima classificata della propria conference – gli Oklahoma City Thunder per i Suns, i Detroit Pistons per i Magic – con un viaggio che parte inevitabilmente da posizioni di sfavorito, come impone la logica del tabellone.
I Suns spengono Curry e i Warriors: 111-96 il verdetto
Nel duello che forse racchiudeva il maggior carico emotivo, quello tra i Phoenix Suns e i Golden State Warriors, sono stati i primi a imporre la propria legge. La partita, chiusa sul 111-96, ha messo in luce una prova sontuosa di Jalen Green – autore di 36 punti – e il solito contributo sostanziale di Devin Booker, fermo a 20. Dall’altra parte, Steph Curry ha deluso le attese: i suoi 17 punti, numeri certo non disprezzabili per un qualunque altro giocatore, rappresentano per lui una prestazione opaca, quasi un simbolo di una squadra apparsa a corto di ossigeno. I Warriors, arrivati all’ultimo turno del play-in con le risorse fisiche al limite, hanno pagato l’incapacità di reggere l’intensità richiesta, e la loro eliminazione – sancita da un punteggio che non ha mai davvero lasciato spazio al rimpianto – chiude di fatto un capitolo che molti, forse, davano ancora per aperto.
Orlando non perdona Charlotte: primo quarto da incubo per le Hornets
Nell’altro match decisivo, gli Orlando Magic hanno spazzato via ogni dubbio sin dai primi minuti. Dopo la sconfitta subita contro i Philadelphia 76ers, la reazione dei Magic è stata autoritaria e brutale: il primo quarto è finito 38-16, un parziale che di fatto ha chiuso la contesa prima ancora che potesse iniziare. Charlotte Hornets, letteralmente travolte dall’urto iniziale, non hanno mai trovato le energie per reagire, e il dominio di Paolo Banchero – il cui impatto sulla partita è stato, come spesso accade, difficilmente misurabile con i soli numeri – ha completato l’opera. Per Orlando si tratta di una qualificazione costruita sulla solidità difensiva e su un attacco capace di colpire a ritmi altissimi, caratteristiche che proveranno a mettere in difficoltà i Detroit Pistons nel primo turno.
Due ottave in cerca di gloria (e di un’impresa quasi impossibile)
Sia Phoenix che Orlando si presentano ai playoff come ottave teste di serie, un’etichetta che nella storia della Nba raramente ha preceduto imprese memorabili. Eppure, per i Suns – con un roster che mescola esperienza e gioventù, rappresentata da Jalen Green in stato di grazia – l’accoppiamento con gli Oklahoma City Thunder, campioni in carica, rappresenta un banco di prova affascinante quanto insidioso. Dall’altra parte, i Magic di Banchero dovranno vedersela con una squadra solida come Detroit, costruita proprio per evitare sorprese proprio in questo frangente della stagione. Il tabellone, ora definitivo, non lascia spazio a interpretazioni: da questo momento in poi, ogni partita può nascondere una svolta, ma il margine di errore per chi arriva da ottavo è talmente stretto da rasentare l’azzardo. La post-season è pronta a cominciare, e queste due squadre – pur con ruoli diversi – hanno almeno il merito di essersi guadagnate il diritto di provarci.




