Netanyahu annuncia la divisione di Gaza, mentre l’esercito avanza tra evacuazioni e bombardamenti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza entra in una nuova fase, con il primo ministro Benjamin Netanyahu che parla apertamente di un’operazione militare destinata a «dividere» il territorio, mentre i raid aerei e gli scontri a terra continuano senza tregua. Le parole di Netanyahu, che ha definito la notte appena trascorsa come un momento di «cambio di marcia», lasciano intendere una strategia precisa: frammentare Gaza in più zone, isolando le roccaforti di Hamas attraverso corridoi militari. Tra questi, il cosiddetto corridoio Moràg, evidenziato sulle mappe operative, si aggiunge agli assi preesistenti come quello di Filadelfi e Netzarim, creando una barriera tra Khan Yunis e Rafah.

Mentre le truppe israeliane avanzano, occupando terreno e distruggendo infrastrutture – definite «bersagli terroristici» – il bilancio umanitario si aggrava. Due giorni fa, l’ordine di evacuazione emesso per i residenti di Rafah e Khan Yunis ha costretto migliaia di civili a spostarsi verso nord, in un esodo forzato che ricorda le fasi iniziali del conflitto. Le incursioni notturne su Jabaliya e altre aree, compreso un complesso dell’Unrwa utilizzato come rifugio, hanno provocato decine di vittime, tra cui donne e bambini, secondo fonti locali. Senza contare gli ostaggi ancora prigionieri nei tunnel, il cui destino rimane incerto.

L’operazione, che gode del sostanziale silenzio-assenso dell’amministrazione Trump, procede nonostante le proteste in Israele, dove una parte dell’opinione pubblica chiede la fine delle ostilità. Ma Netanyahu, che domani incontrerà il premier ungherese Viktor Orbán, sembra intenzionato a proseguire, insistendo sulla necessità di neutralizzare Hamas. Le dichiarazioni ufficiali parlano di «presa del territorio» e di «eliminazione dei terroristi», ma dietro la retorica militare si nascondono dinamiche complesse, con interi quartieri ridotti in macerie e una popolazione civile sempre più stremata.

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