Sony inverte la rotta sui titoli first party: niente pc per ghost of yotei e saros, tornano le esclusive forti
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Un cambio di paradigma improvviso, destinato a ridefinire gli equilibri nel mercato delle piattaforme videoludiche, emerge da un rapporto di Bloomberg firmato dal giornalista Jason Schreier: Sony Interactive Entertainment avrebbe infatti deciso di abbandonare la strategia di porting su PC per i suoi titoli di punta, quelli single-player sviluppati internamente, tornando a puntare con decisione sul valore delle esclusive console. Una scelta che, sebbene non annunciata ufficialmente con un comunicato stampa, rappresenta un’inversione di tendenza netta rispetto agli ultimi cinque o sei anni, durante i quali i giocatori PC avevano potuto mettere le mani su colossi come *Marvel’s Spider-Man 2* o God of War Ragnarök, seppur con un ritardo più o meno consistente rispetto al debutto su PlayStation 5.
Le motivazioni che avrebbero spinto i vertici nipponici a riconsiderare la propria politica di distribuzione digitale sarebbero molteplici e, per certi versi, rivelatrici dello stato di salute del mercato e delle preoccupazioni legate all’indebolimento del marchio. Secondo le fonti citate da Bloomberg, che hanno preferito rimanere anonime, all’interno della stessa Sony si sarebbe fatta strada una fazione contraria alla pubblicazione su PC, sostenendo che questa pratica, anziché generare profitti aggiuntivi significativi, rischi di cannibalizzare le vendite delle console e di offuscare l’immagine del brand PlayStation, un tempo sinonimo di esperienze irripetibili altrove. I dati relativi alle vendite dei porting, pare, non avrebbero mai raggiunto i livelli sperati, giustificando così a malapena l’investimento necessario per l’adattamento e la distribuzione su una piattaforma concorrente come il PC.
Una nuova politica a doppio binario: live service sì, narrazioni no
La nuova direttiva, stando a quanto riportato, non sarebbe comunque uniforme per l’intero catalogo first party. Esisterebbe una distinzione fondamentale, un bivio strategico che separa i giochi pensati per un’esperienza narrativa single-player, come l’acclamato Ghost of Yōtei di Sucker Punch uscito nell’autunno del 2025, e il prossimo sparatutto di Housemarque, Saros, che resteranno saldamente ancorati all’ecosistema PS5 senza alcuna finestra di lancio su PC. Dall’altro lato, i progetti legati ai cosiddetti giochi servizio, o live service, continueranno invece ad abbracciare una filosofia multipiattaforma, approdando simultaneamente o comunque in tempi brevi anche su computer. È il caso di Marathon, il Titolo extraction shooter di Bungie, e del picchiaduro Marvel Tokon: Fighting Souls, entrambi destinati a una distribuzione che includerà senza dubbio il PC e, in alcuni casi, persino le console della concorrenza diretta, ovvero le Xbox.
Un elemento che potrebbe aver ulteriormente raffreddato gli entusiasmi di Sony nei confronti del mercato PC è legato alle mosse del suo diretto competitor, Microsoft. Le voci insistenti, ormai, parlano di una prossima generazione di Xbox pensata per funzionare in modo ibrido, con un’architettura che di fatto la renderebbe molto simile a un personal computer, capace di eseguire non solo i titoli proprietari ma anche software e store di terze parti come Steam o Epic Games Store. Uno scenario del genere, evidentemente, preoccupa non poco i dirigenti Sony: l’idea che un gioco pensato per esaltare le vendite di PlayStation 5, come God of War, possa finire per funzionare senza intoppi su una macchina concorrente, seppur attraverso canali indiretti, è un rischio che si preferisce evidentemente non correre.
Eccezioni che confermano la regola e il destino dei titoli third-party
La ritirata dai PC, come spiegato nel dettaglio dall’articolo di Schreier, non riguarda però tutte le produzioni a marchio Sony. Un’altra distinzione importante è quella che riguarda i giochi sviluppati da studi esterni, seppur pubblicati e finanziati dalla casa giapponese. Titoli come l’attesissimo Death Stranding 2: On the Beach di Kojima Productions o l’avventura Kena: Scars of Kosmora vedranno infatti la luce anche su PC, in quanto frutto di accordi e realtà produttive indipendenti che difficilmente potrebbero accettare una chiusura totale verso altre piattaforme. Questa distinzione, se da un lato conferma la volontà di blindare i cavalli di razza allevati nei propri studi interni, dall’altro lascia aperto un canale di dialogo con il pubblico PC, che potrà comunque godere di alcune esperienze legate al mondo PlayStation ma non sviluppate in casa.
Le implicazioni di questa scelta, se confermata nei fatti e non solo nelle indiscrezioni, sono potenzialmente dirompenti per un ecosistema, quello del gaming su computer, che aveva imparato a considerare le esclusive PlayStation come un’appuntamento fisso, sebbene differito nel tempo. Per i possessori di PS5, al contrario, rappresenta una rivalutazione del proprio investimento hardware, con la certezza che titoli come l’action di Housemarque o l’epopea nipponica di Sucker Punch rimarranno un privilegio della propria piattaforma. Resta da capire, nei prossimi mesi, come reagirà il mercato e se questa ritirata strategica sarà sufficiente a contrastare le sfide poste da un settore in continua e rapidissima evoluzione, dove i confini tra una piattaforma e l’altra diventano ogni giorno più labili.




