Moncler, ricavi e margini in crescita nel primo semestre 2026. Ruffini: "Con
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Redazione Economia
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Il gruppo Moncler, azienda italiana del lusso quotata al FTSE MIB, ha archiviato il primo semestre del 2026 con ricavi consolidati pari a 1.289,9 milioni di euro, segnando un incremento del 9% a tassi di cambio costanti rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La performance, che include i risultati del marchio storico Moncler, con ricavi per 1.
089,6 milioni, e del brand Stone Island, che ha contribuito con 200,3 milioni, riflette la capacità del gruppo di navigare in uno scenario macroeconomico che il presidente esecutivo Remo Ruffini ha definito caratterizzato da "cambiamenti rapidi e di forte impatto". L'utile netto del periodo è salito a 164,7 milioni, mentre la posizione finanziaria netta a fine giugno si è attestata su un livello di liquidità superiore a 1,1 miliardi di euro.
Margine lordo in leggera espansione
Il margine lordo consolidato ha raggiunto i 995,2 milioni di euro, con un'incidenza sui ricavi che si è attestata al 77,2%, in miglioramento rispetto al 76,9% registrato nella prima metà del 2025. Questo dato, che evidenzia una redditività sostanzialmente solida nonostante le pressioni sui costi e le incertezze legate ai cambi, è stato trainato dalla crescita a doppia cifra del segmento diretto al consumo e dal mantenimento di un pricing power elevato su entrambi i marchi.
La capacità di generare valore si conferma dunque uno dei pilastri della strategia aziendale, in particolare per il brand Moncler che da solo ha contribuito alla quasi totalità del profitto lordo complessivo, mentre Stone Island ha mostrato un miglioramento dei margini operativi grazie a una gestione più efficiente delle collezioni.
L'analisi dei ricavi per marchio e canale
Nel dettaglio, i ricavi del brand Moncler sono cresciuti del 5% a cambi correnti (e del 9% a cambi costanti), confermando la forza del posizionamento nel segmento dell'alta gamma, mentre Stone Island ha messo a segno un +7% a cambi correnti e un +11% a tassi di cambio invariati, segno di una domanda solida soprattutto nei mercati asiatici e in Europa.
Il canale retail diretto ha registrato una performance particolarmente brillante, con un aumento delle vendite a doppia cifra in tutte le regioni, a eccezione della zona EMEA dove il rallentamento dei consumi turistici è stato parzialmente compensato dalla spesa dei clienti locali. Il canale wholesale, invece, ha subito una contrazione fisiologica, in linea con la strategia del gruppo di razionalizzare la distribuzione per rafforzare l'esclusività del marchio e il controllo sui prezzi finali, una scelta che sta producendo effetti positivi sul margine medio di vendita.
La visione di Remo Ruffini e le prospettive operative
Nel commentare i risultati, Remo Ruffini ha sottolineato come la resilienza del gruppo non sia legata esclusivamente alla reattività operativa, ma anche alla coerenza con l'identità dei brand e alla relazione con il proprio pubblico. Le parole del presidente esecutivo, che ha parlato di "crescita e redditività solide in entrambi i marchi", mettono in luce un approccio disciplinato alla gestione, incentrato sulla qualità del prodotto e sulla creatività come elementi distintivi in un mercato del lusso sempre più competitivo.
La liquidità accumulata, superiore a 1,1 miliardi, offre al gruppo un ampio margine di manovra per eventuali investimenti strategici o per far fronte a eventuali turbolenze future, sebbene al momento non siano state comunicate operazioni straordinarie all'orizzonte. Il management, pur riconoscendo la complessità del contesto internazionale, tra tensioni geopolitiche e fluttuazioni valutarie, si dice fiducioso sulla capacità di proseguire il percorso di crescita organica, mantenendo un equilibrio tra sviluppo dei ricavi e controllo dei costi.




