Mamma e bimbo trovati morti nel lago di Castelguglielmo, l’ipotesi degli inquirenti è l’omicidio-suicidio
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Redazione Interno
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Il bacino di laminazione che si allunga tra Canda e Castelguglielmo, nel Rodigino, non è mai stato un luogo di villeggiatura, bensì un’opera idraulica perimetrata da reti e transenne. Ed è proprio lì, in quelle acque ferme e opache, che sabato pomeriggio un passante ha fatto una scoperta destinata a segnare le cronache giudiziarie della provincia: i corpi senza vita di una donna di 39 anni e del suo bambino di poco più di un anno, galleggianti l’uno accanto all’altra. I soccorritori, arrivati dopo la chiamata, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.
Il gesto premeditato e la recinzione forzata
Secondo le prime ricostruzioni, la donna – di origini cinesi – avrebbe lasciato il passeggino del figlio all’esterno dell’area transennata, un dettaglio che per gli inquirenti non è affatto marginale. Poi, con il piccolo tra le braccia, avrebbe forzato l’ingresso: qualcuno ha parlato di una rete tagliata, un atto che richiede determinazione e che esclude l’incidentalità. Si sarebbe immersa volontariamente, portando con sé il bambino, in quella che al momento resta l’ipotesi più accreditata, vale a dire l’omicidio-suicidio. La procura di Rovigo, pur avendo aperto un fascicolo per omicidio a carico di ignoti, non ha voluto chiudere nessuna pista, ma i riscontri sul campo sembrano convergere verso quella soluzione.
Il ritrovamento e l’autopsia già in calendario
I carabinieri della Compagnia di Castelmassa hanno lavorato senza sosta per identificare le vittime – cosa avvenuta piuttosto rapidamente – e per ricostruire le ultime ore della loro vita. I corpi erano vicini, quasi a suggerire che la madre non avesse lasciato la presa nemmeno dopo essere entrata in acqua. È stato disposto l’esame autoptico, in programma già per domani, un passaggio tecnico essenziale per chiarire se il decesso del bambino sia avvenuto per annegamento o se ci siano state altre cause antecedenti. Gli inquirenti attendono questi risultati prima di depositare qualsiasi relazione definitiva.
Mistero sulle ultime ore e nessuna pista esclusa
Resta ampia, per ora, la zona d’ombra che avvolge i momenti precedenti all’ingresso nel bacino. Non si conoscono eventuali messaggi lasciati dalla donna, né segnali che avrebbero potuto allertare i servizi sociali o i parenti. La procura non ha rilasciato dichiarazioni sui rapporti familiari o sullo stato psicologico della madre, limitandosi a confermare l’apertura del fascicolo. La parola “omicidio-suicidio” viene ripetuta con cautela, ma il quadro indiziario – il taglio della rete, l’abbandono del passeggino, l’immersione volontaria in un luogo isolato – la rende al momento l’unica ipotesi in grado di tenere insieme i frammenti di una tragedia che ha sconvolto la piccola comunità polesana.




