Vincenzo Crudo, l’uomo che ha ucciso Noemi Fiordilino guidando ubriaco e con il gesso al piede
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Redazione Interno
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Sameh Youssef, il fidanzato di Noemi Fiordilino, ha raccontato con voce spezzata il momento in cui la giovane è stata strappata via dalle sue mani. «Abbiamo visto quest’auto arrivare a forte velocità. Gli ho fatto cenno di rallentare, ma non c’è stato tempo», ha dichiarato ai microfoni di Rai 2, descrivendo l’istante in cui la vita della ragazza è stata spezzata. Noemi, studentessa di linghe di 21 anni, stava cercando di soccorrere un coniglietto ferito quando è stata investita da un’auto pirata nella notte tra venerdì e sabato a Lurago Marinone, in provincia di Como.
Vincenzo Crudo, il 32enne di Fenegrò accusato dell’omicidio stradale, aveva la patente scaduta ed era già stato condannato due volte per guida in stato di ebbrezza. Quella sera, oltre a essere ubriaco, aveva il piede destro ingessato, circostanza che avrebbe dovuto impedirgli di mettersi al volante. Dopo l’impatto, non si è fermato per prestare soccorso, lasciando Noemi senza vita sull’asfalto. «Non ricordo nulla», ha dichiarato al suo avvocato, una frase che ha alimentato l’indignazione di chi chiede giustizia per la giovane vittima.
La dinamica dell’incidente, ricostruita attraverso le parole del fidanzato e i rilievi della polizia, dipinge un quadro agghiacciante. Noemi e Sameh si erano fermati lungo via Vittorio Veneto dopo aver urtato accidentalmente un coniglietto. Mentre cercavano una clinica veterinaria per aiutare l’animale, un’altra macchina aveva rallentato, segno che la loro presenza era visibile. Poi, l’arrivo improvviso dell’auto di Crudo, che viaggiava a velocità eccessiva, ha trasformato un gesto di altruismo in una tragedia.
Le indagini, coordinate dalla procura di Como, stanno ora verificando ogni dettaglio per accertare le responsabilità penali. Crudo, attualmente in carcere, dovrà rispondere non solo di omicidio colposo aggravato, ma anche di omissione di soccorso e guida sotto l’effetto di alcol. Il suo passato giudiziario, segnato da precedenti per reati stradali, potrebbe influire sulla severità della condanna, sebbene la giustizia debba ancora pronunciarsi.




