Scoperta a Vicenza una truffa da un milione: per 53 anni si era finto cieco

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Guardia di Finanza di Vicenza ha segnalato alla Procura della Repubblica un settantenne di Arzignano, accusato di aver architettato e portato avanti, con una costanza quasi inimmaginabile, una truffa pluridecennale ai danni dell’erario. L’uomo, il quale percepiva dallo Stato un sussidio di invalidità per cecità assoluta, avrebbe invece goduto della piena facoltà visiva, riuscendo a celare questa realtà per ben cinquantatré anni, un periodo durante il quale l’ammontare complessivo delle indennità illecitamente incassate ha superato la soglia del milione di euro. L’apparato burocratico, che pure aveva riconosciuto e certificato la sua condizione di non vedente, è stato così raggirato da una simulazione perfetta, costruita con pazienza nel corso di un’intera vita.

L'indagine e le prove raccolte

Le indagini dei finanzieri, la cui fase operativa si è protratta per oltre due mesi, hanno fatto leva su un meticoloso pedinamento e su una serie di riprese video, le quali hanno immortalato il settantenne mentre conduceva una vita del tutto normale e autonoma, smentendo in modo plateale la menomazione che dichiarava. Le immagini, che mostrano l’individuo intento a svolgere comuni attività quotidiane senza il benché minimo ausilio, hanno costituito la prova schiacciante per sostenere l’accusa di frode. Si è potuto constatare, fra le altre cose, come egli si muovesse con disinvoltura in luoghi pubblici, dimostrando un’indipendenza incompatibile con lo stato di cecità assoluta.

La vita normale del presunto invalido

Le riprese effettuate dagli investigatori hanno documentato, in particolare, alcune circostanze emblematiche della sua reale condizione. L’uomo è stato filmato mentre, recandosi al mercato, selezionava personalmente la frutta e la verdura, esaminandone con attenzione la qualità, per poi procedere al pagamento in contanti, gestendo banconote e monete senza alcuna esitazione o difficoltà. Queste azioni, che per chiunque rappresentano la normalità, per chi è legalmente riconosciuto come cieco assoluto appaiono come una palese contraddizione, tale da inficiare la legittimità dei benefici economici di cui ha fruito per decenni.

Le attività più rischiose e la messa in scena

La prova più eclatante della sua capacità visiva, tuttavia, è emersa osservando le sue abitudini domestiche. Nei filmati, infatti, il settantenne appare dedito a lavori di giardinaggio di una certa complessità, impiegando, con notevole destrezza, attrezzi da taglio potenzialmente pericolosi come un tagliasiepi elettrico e delle forbici da potatura. L’utilizzo in sicurezza di tali utensili, che richiederebbe per un non vedente l’assistenza continua di un’altra persona, è stato interpretato dagli inquirenti come la conferma definitiva della messinscena, suggellando un’attività fraudolenta che ha pesato sulle casse pubbliche per un ingente ammontare di denaro.

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