Roma, il finto cieco che guidava e chiedeva il porto d’armi: sequestrati 104mila euro
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Redazione Interno
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Non c’è nulla di più eloquente, in una truffa ai danni dello Stato, del contrasto tra ciò che si dichiara e ciò che si fa. E il caso del sessantenne residente nei Castelli romani, finito sotto inchiesta per truffa aggravata, ne è l’esempio più vivido: da anni risultava all’anagrafe dell’Inps come «cieco assoluto», una condizione che gli consentiva di incassare regolarmente pensione di invalidità e indennità di accompagnamento. Peccato che, nella vita reale, quell’uomo attraversasse la strada senza esitazioni, si muovesse con disinvoltura tra i pedoni e – dettaglio non da poco – si mettesse al volante della propria auto. Non solo: a un certo punto, ha persino fatto richiesta del porto d’armi. Un’incongruenza talmente palese che ha finito per insospettire le forze dell’ordine, le quali – dopo aver avviato gli accertamenti – hanno scoperto che il presunto non vedente guidava regolarmente per le vie del centro.
L’indagine della Procura di Velletri e il ruolo della Guardia di Finanza
L’operazione, coordinata dalla Procura di Velletri, è stata affidata ai finanzieri del Comando provinciale di Roma. Gli investigatori, partendo proprio dalla segnalazione di alcune anomalie comportamentali – tra cui la guida documentata dell’automobile – hanno ricostruito anni di percezioni indebite. Dal 2018, anno in cui l’uomo aveva formalizzato la dichiarazione di cecità assoluta, lo Stato gli aveva riconosciuto due importanti benefici economici: la pensione di invalidità civile e l’indennità di accompagnamento. Soldi pubblici, insomma, pensati per chi realmente non vede e necessita di assistenza continua, finiti invece nelle tasche di una persona che, come emerso dalle indagini, godeva di una mobilità del tutto normale. I finanzieri, attraverso accertamenti patrimoniali e osservazioni dirette – queste ultime condotte senza mai oltrepassare il limite della legalità – hanno raccolto un quadro di prove ritenuto sufficientemente solido dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Velletri.
Il sequestro preventivo e la denuncia per truffa aggravata
Il provvedimento, eseguito nei giorni scorsi, ha portato al sequestro preventivo di oltre 104mila euro. Una cifra che rappresenta, in larga parte, quanto l’uomo avrebbe incassato indebitamente in tutti questi anni. La misura, disposta su richiesta della Procura, mira a sottrarre immediatamente alla disponibilità dell’indagato il denaro pubblico percepito senza averne i requisiti. L’uomo è stato formalmente denunciato per truffa aggravata ai danni dello Stato, un reato che – in casi come questo – prevede pene significative proprio per il duplice aspetto dell’inganno ai danni di un ente previdenziale e della sottrazione di risorse a chi ne avrebbe effettivamente diritto. Non è chiaro se, durante la fase istruttoria, emergano altri episodi analoghi a carico del sessantenne; per ora, le accuse si concentrano sul periodo che va dal 2018 a oggi.
Un modus operandi scoperto per caso (e per troppa disinvoltura)
Ciò che ha smascherato il finto cieco, va detto, non è stata una verifica amministrativa di routine, ma la sua stessa imperizia nel dissimulare. Le forze dell’ordine si sono insospettite perché l’uomo, pur essendo ufficialmente un non vedente totale, aveva denunciato alle autorità la propria autovettura – e, in un secondo momento, aveva avviato la pratica per ottenere il porto d’armi. Un paradosso, se si considera che un cieco assoluto non può legalmente né guidare né detenere un’arma. A quel punto, i carabinieri – che pure avevano avviato i primi riscontri – hanno poi passato il testimone alla Guardia di Finanza per la parte economico-finanziaria. Il sessantenne, ora sotto inchiesta, dovrà rispondere di fronte al giudice di aver costruito per anni una menzogna perfetta sulla carta, ma impossibile da mantenere nella vita di tutti i giorni. La Procura di Velletri, dal canto suo, non ha escluso che possano emergere ulteriori profili di responsabilità legati ad altre agevolazioni o contributi pubblici eventualmente percepiti senza titolo.




