Gasparini e la Roma, un vicolo cieco fatto di falli e fallimenti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il commento, asciutto e pungente, di Gian Piero Gasperini al termine della sfida all'Unipol Domus sembra racchiudere, in poche parole, l'intera parabola di una serata da dimenticare per la squadra capitolina. «Il secondo tempo ha avuto poco di una partita di calcio», ha affermato il tecnico della Roma ai microfoni di Dazn, in una sintesi amara che fotografa la disgregazione di un collettivo incapace di reagire all'avversità. Una dichiarazione, la sua, che non lascia spazio a molte interpretazioni, come del resto l'episodio che ha di fatto determinato l'esito dell'incontro. L'espulsione di Celik, giunta al settimo minuto della ripresa dopo un intervento al limite dell'area su Folorunsho e confermata dalla Var, ha privato i giallorossi di un punto di riferimento e, soprattutto, della necessaria lucidità.

L'inerzia e la condanna

Gasperini, rispetto all'arbitraggio, ha trovato ben poco da contestare, a differenza di altre occasioni recenti. «Mi sembra tutto chiaro, a differenza di domenica scorsa contro il Napoli», ha ammesso, quasi a sottolineare come il problema di quella trasferta in Sardegna risiedesse altrove. La sua squadra, infatti, non ha mostrato i segni della reazione che ci si sarebbe potuta attendere dopo il precedente stop interno; anzi, ha inscenato una prestazione opaca, segnata da un atteggiamento attendista nella prima frazione e da una sofferenza palpabile nella seconda. Una Roma spenta, per usare le sue stesse parole, che ha permesso al Cagliari, più vivace e coriaceo, di prendere progressivamente il controllo delle operazioni. La rete di Gaetano, realizzata a dieci minuti dal fischio finale, ha quindi semplicemente suggellato una condanna già ampiamente scritta, regalando ai rossoblù una vittoria fondamentale e infliggendo ai laziali la quinta sconfitta stagionale in campionato, nonché la seconda consecutiva.

Il quadro tattico e caratteriale

Analizzando la partita nel suo complesso, appare evidente come la sconfitta non sia imputabile al solo episodio dell'espulsione. Sin dalle prime battute, la squadra di Pisacane è parsa più brillante e motivata, mentre gli uomini di Gasperini hanno faticato a imporre il proprio ritmo, mostrandosi a tratti lenti e inconcludenti. Alcuni di loro, come emerso dalle valutazioni post-gara, hanno concentrato le proprie energie in sterili polemiche, alimentando focolai di tensione a ogni contrasto e offrendo così pretesti agli avversari, in un contesto già di per sé compromesso dalla inferiorità numerica. Un comportamento, quello di certi elementi della retroguardia, giudicato «sempre controproducente», soprattutto quando il collettivo naviga già in acque agitate per conto proprio. Il pallone, d'altronde, scottava tra i piedi di molti, e la regia di centrocampo non è riuscita a trovare soluzioni per arginare l'inerzia generale e servire gli attaccanti con la necessaria precisione.

Le conseguenze di un passo falso

Questa sconfitta, pertanto, assume il sapore di un'occasione gravemente sprecata in una corsa europea che si preannuncia sempre più complessa. Gasperini si aspettava una ripartenza netta dopo il ko con il Napoli, e invece i suoi discepoli lo hanno deluso, mostrando una certa presunzione forse nella fase iniziale e una fragilità caratteriale clamorosa in quella decisiva. Il risultato di 1-0, dunque, non è la fotografia di una semplice giornata storta, ma il riflesso di carenze più profonde, sia sotto il profilo tattico che mentale, che la squadra dovrà necessariamente affrontare per non vanificare del tutto gli obiettivi di una stagione iniziata con aspettative ben diverse. Il campionato, come noto, non concede sconti, e la continuità di rendimento, soprattutto in queste circostanze, rappresenta l'unica vera bussola per ritrovare la rotta.

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