Il consorzio che ha gestito le prove denuncia tentativi di intrusione e disinformazione
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La Procura di Bologna ha avviato, su segnalazione del Cineca, un'indagine affidata alla Polizia postale per tentata truffa e diffusione di fake news in merito agli esami del cosiddetto semestre filtro di Medicina. Gli investigatori sono al lavoro per ricostruire le dinamiche di due distinti episodi, entrambi legati alla sessione di prove obbligatorie gestita dal consorzio interuniversitario per conto del Ministero dell'Università e della Ricerca. Si tratta, da un lato, di ripetuti tentativi di sottrazione fraudolenta delle domande d'esame attraverso tecniche di phishing informatico; dall'altro, della circolazione di informazioni false sulla regolarità dello svolgimento dei test stessi, un'ondata di disinformazione che rischiava di minare la credibilità dell'intero procedimento selettivo.
La trappola del phishing sventata dai tecnici del Cineca
Nei giorni precedenti allo svolgimento della prova nazionale, fissata per il 10 dicembre, alcuni tecnici del consorzio hanno ricevuto comunicazioni sospette. I messaggi di posta elettronica, che giungevano da indirizzi fraudolenti abilmente costruiti per imitare il dominio istituzionale del Cineca, si spacciavano per richieste ufficiali. L'obiettivo dei pirati informatici, come accertato dagli esperti di cybersecurity del consorzio bolognese, era chiaramente quello di indurre i destinatari a rivelare dati sensibili o, addirittura, a consegnare il pacchetto contenente i quesiti d'esame. Una manovra, questa, che se fosse riuscita avrebbe compromesso irrimediabilmente la segretezza della prova, pilastro fondamentale di qualsiasi selezione pubblica. I tecnici, però, non hanno abboccato all'inganno, riconoscendo immediatamente la natura fraudolenta delle e-mail e attivando senza indugio le procedure per la denuncia alle autorità competenti.
La Procura coordina le indagini per identificare gli autori
La Polizia postale dell'Emilia-Romagna, coordinata dalla Procura bolognese, sta ora esaminando il traffico digitale e le impronte lasciate dagli hacker nel tentativo di risalire alla loro identità. Le investigazioni si concentrano sia sul versante tecnico, analizzando le caratteristiche dell'attacco informatico e la sua possibile provenienza, sia su quello della ricostruzione delle responsabilità penali. Gli elementi raccolti dal Cineca e confluiti nel fascicolo aperto dai magistrati delineano un quadro di azioni deliberate tese ad alterare il regolare svolgimento di un esame di Stato di fondamentale importanza per l'accesso alle facoltà di Medicina, un episodio che assume una gravità particolare per il suo potenziale impatto sull'equità del sistema universitario nazionale.
Il secondo fronte: la diffusione di notizie false sulla regolarità delle prove
Parallelamente alla vicenda del phishing, l'inchiesta si occupa di un altro aspetto denunciato dal consorzio: la diffusione, attraverso canali digitali e social network, di informazioni prive di fondamento riguardanti presunte irregolarità nello svolgimento degli esami. Queste fake news, la cui origine è al momento ignota, avevano cominciato a circolare dopo lo svolgimento delle prove, creando allarme e confusione tra i candidati e le loro famiglie. Il Cineca, nel presentare la denuncia, ha voluto segnalare con forza questo ulteriore tentativo di destabilizzazione, volto a screditare l'operato dell'ente gestore e a gettare un'ombra di dubbio sull'intera procedura selettiva, con possibili ripercussioni anche di natura giudiziaria se non contrastato con tempestività dalle forze dell'ordine.




