Matilde Lorenzi, l'abbraccio della valle
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Redazione Sport
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VALGIOIE (TO) — Matilde Lorenzi, giovane promessa dello sci, è tornata a casa, sulle colline dove è nata e cresciuta. Il feretro della sciatrice, deceduta in seguito a un incidente in Val Senales, è stato accolto nella parrocchia di Valgioie, un piccolo paese di meno di mille abitanti situato a 900 metri sopra i laghi di Avigliana. Matilde, affettuosamente chiamata "Matildina", era nata qui neanche vent'anni fa e qui riposerà da giovedì.
La morte della giovane atleta ha sollevato dubbi sulla sicurezza del tracciato. L'ex azzurro e commentatore Rai, De Chiesa, ha espresso perplessità riguardo alla configurazione della pista, sottolineando l'assenza di reti di protezione e la vicinanza del bordo pista al tracciato. "Avendo visto diverse immagini e video relativi al luogo dell'incidente e considerato che di ghiacciai e piste un po' me ne intendo, mi è sorto più di qualche dubbio", ha dichiarato De Chiesa.
Una folla ha riempito il piazzale della chiesa di San Lorenzo a Giaveno, già prima del rosario per Matilde. La giovane sciatrice piemontese della Nazionale juniores è morta durante un allenamento in Alto Adige. La chiesa si è riempita completamente, con le navate laterali piene di persone in piedi. Gli abbracci ai parenti dell'atleta, mamma Elena, papà Adolfo, i fratelli Matteo, Giosuè e Lucrezia, insieme alla nonna materna Rosina, hanno riempito il silenzio per oltre un quarto d'ora prima della funzione.
Una testimone dell'incidente ha raccontato: "Ne ho sentite troppe. Io l’incidente l’ho visto e so com’è andata". La ragazza, che si trovava alla partenza della funivia che porta a quota 3.212 metri, in cima al ghiacciaio dove comincia la pista G1, ha vent’anni e indossava una tutina colorata, come le altre centinaia di sciatori che si allenano al Grawand.




