Tragedia di Lanzada, vertice in Procura: le domande dei pm al perito
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Redazione Interno
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Un vertice in Procura, tenutosi nel pomeriggio di venerdì a Sondrio, ha segnato una prima, cruciale tappa nelle indagini sul drammatico incidente aereo di Lanzada, costato la vita al 29enne Thomas Diaz Ledesma. L'operaio, di origini colombiane e residente a Valmadrera, era impegnato con una ditta edile acrobatica in delicati lavori di disgaggio, necessari dopo la frana dell'11 novembre scorso, quando l'elicottero sul quale si trovava, un Aerospatiale AS 350 Écureuil immatricolato in Austria, è precipitato. Le condizioni di salute dei tre superstiti, che erano a bordo con lui per recuperare le attrezzature, risultano in miglioramento, mentre l'inchiesta procede senza che sia ancora stata fissata la data per l'autopsia sulla vittima.
Le ipotesi di reato e la posizione del pilota
La magistratura sondriese sta muovendosi, come noto, lungo un percorso definito dalle ipotesi di disastro aviatorio, omicidio colposo e lesioni colpose plurime. Una cornice giuridica, questa, che delinea la gravità dell'accaduto e che conferma come le indagini siano già focalizzate sull'accertamento di possibili responsabilità tecniche o umane, al di là della semplice dinamica degli eventi. Proprio in questo contesto si inserisce la posizione del pilota, Maurizio Folini, il cui nome figura tra gli indagati dalla Procura; una formalità, certo, ma che indica la direzione delle verifiche in corso, le quali non trascurano alcun aspetto, dalla manutenzione del velivolo – peraltro ritenuto un modello affidabile – alle condizioni meteorologiche e alle procedure operative seguite in quella mattina di dicembre.
Il lavoro investigativo e le prossime tappe
Il vertice in Procura, durante il quale i pm hanno interrogato il perito nominato per l'occasione, rappresenta soltanto l'inizio di un iter complesso. Gli investigatori, che hanno a disposizione anche riprese effettuate da drone, dovranno ricostruire con precisione millimetrica la sequenza che ha portato alla caduta dell'apparecchio, incrociando dati tecnici, dichiarazioni dei sopravvissuti e rilievi sul luogo dello schianto. Si tratta di un'attività meticolosa, la cui durata non è prevedibile, che si propone di far luce su ogni dettaglio, comprese le fasi finali dei lavori di messa in sicurezza della parete rocciosa, dopo il maxi-smottamento di circa tremila metri cubi di materiale che aveva reso necessari quegli interventi specialistici.
Il ricordo della vittima e il contesto dell'incidente
La tragedia, che ha spezzato la vita di un giovane uomo giunto dalla Colombia e integrato nel territorio lariano – avendo vissuto ad Abbadia Lariana prima di stabilirsi a Valmadrera –, riporta l'attenzione sui rischi connessi a certe attività lavorative in ambienti estremi. L'opera di disgaggio, finalizzata a eliminare il pericolo di ulteriori crolli sulla strada per Campo Franscia, era di per sé un'operazione di alta precisione e pericolosità, nella quale l'uso dell'elicottero costituiva un elemento logistico fondamentale. L'incidente, dunque, non avviene in uno scenario casuale, ma dentro a un quadro operativo ben preciso, che le indagini dovranno valutare in ogni sua componente, dalle scelte organizzative della ditta appaltatrice alle autorizzazioni richieste per quel tipo di volo in una zona montana.
Mentre la macchina della giustizia procede con i suoi tempi, la comunità di riferimento attende risposte che possano, se non lenire, almeno chiarire le cause di una perdita così improvvisa e crudele. La delicatezza dell'inchiesta, che non ammette fughe in avanti o conclusioni affrettate, è pari solo alla necessità di verità per i familiari di Thomas Diaz Ledesma e per i suoi colleghi superstiti, tutti segnati da un evento che ha trasformato un'operazione di routine in una giornata di lutto.




