Autopsia su Sara Lodi, esami sulle ferite e sui coltelli sequestrati

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’autopsia su Sara Lodi è al centro degli accertamenti sulla morte della 45enne trovata senza vita nel suo appartamento di largo Visconti, a Parma, con una decina di ferite da arma da taglio tra torace, addome e collo. L’esame è stato affidato a Valentina Bugelli, docente di Medicina legale all’Università di Parma, e dovrà fornire elementi sull’esatta causa del decesso e sulla natura delle coltellate presenti sul corpo. L’accertamento medico-legale si inserisce nelle indagini avviate dalla Procura e dai carabinieri, che stanno cercando di ricostruire quanto accaduto nell’abitazione e le ultime ore di vita della donna.

Autopsia su Sara Lodi, cosa cercano gli esami sulle ferite

L’esame autoptico è iniziato poco dopo le 10 all’Istituto di Medicina legale di Parma ed è proseguito fino al tardo pomeriggio. L’attenzione riguarda in particolare le numerose ferite da taglio riscontrate sul corpo di Sara Lodi, almeno una decina secondo gli elementi emersi, distribuite tra il torace, l’addome e il collo. Proprio la valutazione delle lesioni dovrà contribuire a chiarire la dinamica della morte e a stabilire quali indicazioni possano essere ricavate dalla loro natura. Gli accertamenti medico-legali rappresentano quindi uno dei passaggi centrali dell’inchiesta, insieme alle analisi sugli oggetti e sulle tracce raccolte nell’appartamento.

Nel fascicolo aperto dalla Procura si procede per omicidio, ma gli elementi raccolti non hanno ancora consentito di escludere altre possibilità. Tra le ipotesi rimaste aperte viene indicata anche quella del suicidio, mentre in una fase delle indagini non sarebbero emersi sospetti nei confronti di persone specifiche. Per questo gli investigatori attendono gli esiti degli accertamenti prima di definire con maggiore precisione il quadro. La necessità di stabilire la natura delle ferite e la loro compatibilità con le diverse ipotesi rende l’autopsia uno degli elementi più importanti per orientare i successivi approfondimenti.

Coltelli, tracce di sangue e cellulare al centro delle indagini

Parallelamente all’autopsia, gli investigatori stanno lavorando sui reperti sequestrati nell’abitazione di Sara Lodi. Due coltelli trovati nell’appartamento sono stati acquisiti per le analisi, mentre vengono esaminate anche le macchie di sangue repertate all’interno della casa. Il Ris è impegnato nella ricerca di tracce che possano contribuire a ricostruire ciò che è avvenuto e a collegare gli elementi presenti sulla scena con le ferite rilevate sul corpo della 45enne. Ogni reperto viene quindi valutato insieme agli altri accertamenti, con l’obiettivo di ottenere riscontri concreti sulla sequenza degli eventi avvenuti nell’appartamento di largo Visconti.

Anche il telefono cellulare della donna è stato sequestrato dagli inquirenti. L’analisi del dispositivo servirà a ricostruire gli ultimi giorni e le ultime ore di vita di Sara Lodi, affiancando così i dati investigativi provenienti dalla casa e dagli esami medico-legali. Sui social la 45enne aveva pubblicato immagini che la mostravano in momenti diversi, tra timidi sorrisi e uno sguardo più accigliato e segnato dalla malinconia. Sono elementi del suo vissuto più recente che vengono affiancati, senza sostituirli, agli accertamenti tecnici destinati a chiarire le circostanze concrete della morte.

Sara Lodi era stata trovata senza vita giovedì pomeriggio nel suo appartamento di Parma, nella zona di largo Luchino Visconti. Da quel momento Procura e carabinieri hanno concentrato gli accertamenti sulla casa, sui coltelli sequestrati, sulle tracce di sangue e sul cellulare della donna, mentre l’autopsia è chiamata a fornire indicazioni sulla causa del decesso e sulle lesioni. L’inchiesta resta dunque legata ai risultati delle analisi scientifiche e medico-legali, considerate necessarie per comprendere la natura delle ferite e mettere in relazione i diversi elementi raccolti durante le indagini.

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